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SOCIETÀ E POLITICA IN ITALIA - LA PIAZZA SECONDO GRILLO

Istantanee sull'opinione pubblica, scattate dai sondaggi periodici di Demos & Pi. Messe una vicino all'altra, consentono di ricostruire il film sulle trasformazioni del paesaggio sociale e politico dell'Italia.
La piazza secondo Grillo
[di Fabio Bordignon e Luigi Ceccarini]

Scarica un articolo sul Movimento 5 Stelle di Fabio Bordignon e Luigi Ceccarini a QUESTO LINK .

La piazza "virtuale" e quella "reale". Il palco e la Tv. La radio e i giornali. La strategia multimediale messa in campo da Beppe Grillo copre in modo esaustivo l'intero spazio comunicativo. Soprattutto, permette di rivolgersi, in modo efficace, a un "pubblico" sempre più eterogeneo: dal punto di vista sociale e politico.

Grillo, alla fine, non andrà in Tv: perché Grillo, in Tv, c'è già. Ogni giorno, in ogni trasmissione, in ogni "confronto" tra candidati: grazie alle telecamere che lo inseguono, di città in città; alle fugaci battute scambiate con i giornalisti, apertamente sfidati e sbeffeggiati. (Oltre che, naturalmente, attraverso la web-tv dedicata allo Tsunami Tour.) La comunicazione politica del leader del M5S innova rispetto al recente passato e, in un certo senso, chiude il cerchio aperto dalla Seconda Repubblica.

La sua è una comunicazione "triangolare": blog e socialnetwork, territorio e piazze, televisione e giornali, senza un ordine preciso e con inter-scambi continui. La sua idea di democrazia (partecipata e deliberativa) si sviluppa sul web, ma poi si riflette offline: attraverso l'attività dei gruppi locali (i meetup) e la riscoperta della piazza. La piazza come luogo sacro. Perché da lì il messaggio rimbalza, comunque, su tutti i media. Rendendo superflua la presenza, fisica, negli studi Tv. Così, lo spazio offerto da Sky, in un primo momento accettato, diventa di scarsa utilità (se non controproducente). Ma va ricordato che Grillo, su Sky, e proprio in collegamento dal camper, c'era già stato qualche settimana fa.

La piazza di Grillo, tuttavia, è molto diversa da quella del Pci o della Dc, negli anni di Don Camillo e Peppone. I comizi-show del leader del M5S appaiono, piuttosto, in linea con il processo di spettacolarizzazione della politica italiana cui abbiamo assistito negli ultimi vent'anni. Una tendenza affermatasi nell'era del berlusconismo e della tele-politica, e che, proprio per questo motivo, rende la comunicazione di Grillo particolarmente attraente per la Tv.

* L'articolo propone una sintesi di un lavoro più ampio sul MoVimento 5 Stelle disponibile a QUESTO INDIRIZZO

La piazza viene interpretata, quindi, in modo del tutto nuovo: attraverso un attivismo "dis-intermediato", che salta il filtro delle organizzazioni tradizionali: il partito in primo luogo. Diventa espressione di una politica-spettacolo, esasperando l'idea di politica-pop. Martedì scorso davanti al Duomo, a Milano, oltre a Grillo e ai candidati a cinque stelle, sul palco c'era anche Dario Fo. Uomo di cultura, di spettacolo ma anche di impegno civile e politico. Da tanti anni. Il M5S ha ricevuto anche l'appoggio di Adriano Celentano, che ha scritto una canzone rendendola scaricabile sul suo blog, proprio nel giorno del comizio a Milano. Un manifesto elettorale: "se non voti ti fai del male, se non voti non cambia niente"!

Le piazze di Grillo attraggono un pubblico sempre più vasto e variegato sotto il profilo sociale ma anche dell'orientamento politico. Ex-elettori di destra e di sinistra. Della Lega. Astensionisti. Che oggi formano la sua base elettorale. La piazza è diventata il nodo centrale di una rete di canali comunicativi diversi: old e new-media. Non a caso, le performance del MoVimento, nei sondaggi, sono peggiorate, tra ottobre e dicembre, quando la visibilità mediatica di Grillo (televisiva e non solo) è stata oscurata da altri soggetti (in particolare dal Pd e dalle primarie). La presenza sui diversi mezzi di comunicazione, peraltro, ha permesso al M5S di connettersi con segmenti diversi della popolazione. Non solo perché la piazza e, ancora di più, la tv consentono di superare i limiti di internet: raggiungendo, ad esempio, le fasce meno giovani e meno istruite della popolazione. Ma anche perché consentono di rivolgersi a soggetti che esprimono modelli di coinvolgimento politico molto diversi.

Grillo è ben consapevole che il successo del M5S, nel voto di domenica, si lega anche alla capacità di mobilitarsi come partito "pigliatutti". Di tenere insieme l'ala sinistra e l'ala destra del suo elettorato (ormai di dimensioni equivalenti). Così, cerca il dialogo con gli imprenditori veneti e richiama temi cari alla destra (sull'immigrazione e sulle tasse). Allo stesso tempo, sceglie di chiudere lo Tsunami tour "occupando" un luogo simbolo della sinistra: Piazza S. Giovanni, a Roma, magari dicendo "qualcosa di sinistra".

Scarica un articolo sul Movimento 5 Stelle di Fabio Bordignon e Luigi Ceccarini a QUESTO LINK .
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