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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LA FIDUCIA NELLA CHIESA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
A NORD EST SOLO IL 36% VEDE NELLA CHIESA UN RIFERIMENTO
[di Natascia Porcellato]

Chiesa in crisi, di fiducia e leadership morale: questa sembra essere la principale evidenza che emerge dai dati analizzati da Demos per Il Gazzettino. Oggi, a riporre moltissima o molta fiducia nella Chiesa è il 36% degli intervistati di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento, ma se guardiamo alla serie storica di cui disponiamo, osserviamo come il crollo della fiducia sia netto. Rispetto al 2009, infatti, quando il gradimento raggiungeva il 42%, la diminuzione è di 6 punti percentuali, ma se guadiamo al 1999, anno nel quale l’Osservatorio sul Nord Est registrava una fiducia nella Chiesa pari al 62%, la differenza affonda fino a -26 punti percentuali.

La Chiesa, dunque, non è più un riferimento per la maggior parte dei nordestini: è solo tra quanti frequentano assiduamente la Messa che la fiducia nei suoi confronti supera (nettamente, 65%) la soglia del 50%, ma tra chi vi si reca saltuariamente il gradimento non va oltre il 38%, mentre tra i non praticanti si ferma addirittura al 16%.

In un contesto come questo, come viene percepito il suo insegnamento sulla morale e la vita delle persone? Un nordestino su due (50%) lo giudica “utile, ma poi ciascuno si deve regolare secondo coscienza”, mentre il 17% lo valuta come “molto importante, da seguire”. L’area di chi si pone in maniera critica, invece, perché ritiene l’intervento della Chiesa “improprio” (15%) o “da non seguire mai” (5%), raggiunge nel complesso il 20% dei nordestini. Non trascurabile (14%), infine, l’area di chi manifesta una certa indifferenza.

Anche in questo caso, guardiamo come sono cambiati nel corso del tempo questi orientamenti. Rispetto al 1998, appare sostanzialmente stabile (e maggioritaria) la componente che valuta l’utilità dell’insegnamento della Chiesa in materia di morale, pur sottolineando il fatto che ognuno deve regolarsi secondo coscienza, mentre la quota di chi lo ritiene molto importante e da seguire crolla dal 30 all’attuale 17%. Ad essersi allargata, infatti, è l’area della lontananza rispetto alla dottrina della Chiesa sulla morale: cresce la quota di chi mostra indifferenza (+6 punti percentuali), di chi la ritiene fuori luogo (+6 punti percentuali) e di chi manifesta una vera e propria ostilità (+4 punti percentuali).

Ma come cambiano questi valori in base alla religiosità? Tra i non praticanti emerge con maggiore intensità sia l’indifferenza (18%) che la critica di chi ritiene gli interventi della Chiesa sulla morale impropri (27%) o negativi (13%). Quanti vanno a Messa saltuariamente, invece, mostrano una maggiore propensione a considerare le parole della Chiesa sulla morale utili, ma con la precisazione che sono poi le coscienze individuali a dover decidere (58%). Divisi, invece, sembrano essere quanti frequentano assiduamente la Chiesa: il 46% ritiene gli insegnamenti morali cattolici da seguire, e una quota analoga li vede come utili, ma da regolare secondo coscienza.
Così, mentre l’istituzione fa sempre più fatica a imporsi come riferimento condiviso, anche tra i suoi frequentatori più assidui sembra farsi sempre più strada una Chiesa quasi “prêt-à-porter”, pronta da indossare al bisogno, per il tempo che serve, e da lasciare quando i panni che mette a disposizione diventano troppo stretti.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 12 e il 17 maggio 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.016 persone (rifiuti/sostituzioni: 6.120), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Paolo Bonanomi hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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