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OSSERVATORIO SUL NORD EST - VENETO: SEMPRE FORTE LA VOGLIA DI AUTONOMIA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
AUTONOMIA, IL VENETO LA VUOLE, MA ORA CRESCE IL PESSIMISMO
[di Natascia Porcellato]

Veneto sempre largamente favorevole all’autonomia, ma più pessimista sulla reale possibilità di poterla vedere realizzata: questi sembrano essere i principali elementi che emergono dai dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino. Il sostegno che l’opinione pubblica della Regione riserva all’idea che ci siano maggiori spazi di autogoverno si attesta attualmente al 73%, e appare sostanzialmente in linea con quanto rilevato nel settembre dello scorso anno (75%). Se allunghiamo lo sguardo all’intera serie storica di cui disponiamo, però, possiamo vedere come il favore appaia ampio e costante già dal 2019: le oscillazioni, infatti, spaziano tra il 72% rilevato un anno fa all’84% registrato nel febbraio del 2021.

L’autonomia, dunque, si conferma ancora oggi un tema particolarmente caro alla stragrande maggioranza dei veneti. Ma come cambiano gli orientamenti se analizziamo l’influenza della politica? Qualche sorpresa in effetti non manca. Il maggiore sostegno proviene da chi voterebbe per i partiti al Governo, sia del Paese che della Regione: l’88% dei sostenitori di FdI si schiera con l’autonomia, ma anche l’81% di chi guarda alla Lega e il 76% degli elettori di Forza Italia. Interessante, però, è che sia dello stesso avviso anche l’80% dei sostenitori di Azione e la metà di chi guarda al Pd (50%). L’adesione scende sotto la maggioranza assoluta solo tra chi voterebbe per il M5s o Avs, ma in entrambi i casi rileviamo percentuali tutt’altro che trascurabili (rispettivamente, 44 e 35%). Rilevante, infine, è che anche chi voterebbe per un partito minore (80%) o appare incerto o reticente (76%) sia largamente presente una certa propensione all’autonomia.

Dunque, 8 anni, 4 mesi e 3 giorni dopo il Referendum del 22 ottobre 2017 che ha avviato il processo di richiesta di autonomia differenziata, la posizione dei veneti non sembra essere cambiata. Ma con quali tempi? Oggi, i più ottimisti, che si attendono una regione più autonoma entro un anno, sono il 13%, mentre quanti prevedono ci vorranno ancora due o tre anni sono il 19%. Il 66%, però, appare tutt’altro che fiducioso e teme che Roma non darà mai l’autonomia al Veneto: guardando alla serie storica, emerge come questa componente sia tra le più ampie di sempre. Il valore, infatti, è cresciuto di 10 punti percentuali rispetto al 56% del 2025, ed è secondo solo al 67% rilevato nel 2023. Nel complesso, però, se escludiamo il biennio 2017-2018, quando la componente più disincantata non andava oltre il 47%, vediamo che è dal 2019 che lo scetticismo si è fatto, e si è confermato, il sentimento della maggioranza dei veneti.

Anche in questo caso, osserviamo come cambia questo orientamento nei diversi elettorati. L’idea che il Veneto non avrà mai l’autonomia dallo Stato centrale appare particolarmente ampia tra i sostenitori di Azione (80%) e di Avs (73%), insieme a chi guarda a Forza Italia (70%), voterebbe per un partito minore (83%) o appare incerto (76%). Intorno alla media dell’area, poi, si fermano gli elettori del Pd (66%) e del M5s (65%). Più contenuto, ma pur sempre maggioritario lo scetticismo che proviene dai sostenitori di FdI (52%), una soglia sfiorata anche da chi voterebbe per la Lega (49%).



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.sondaggipoliticoelettorali.it
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