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OSSERVATORIO SUL NORD EST - DIFENDERSI DAI FURTI CON LE ARMI - I L NORD EST È D'ACCORDO A LARGA MAGGIORANZA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
7 SU 10 RITENGONO LEGITTIMO L'USO DI ARMI PER DIFENDERSI DAI LADRI
[di Natascia Porcellato]

Torna a crescere la tensione dell’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento intorno al tema della difesa all’interno della propria abitazione. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, infatti, ben il 71% degli intervistati si dichiara oggi moltissimo o molto d’accordo con l’idea che, se una persona trova dei ladri in casa, abbia sempre il diritto di tutelarsi anche usando delle armi. Il valore attuale appare in netta risalita (+5 punti percentuali) rispetto al 66% rilevato lo scorso anno, tornando a eguagliare il dato registrato otto anni fa.

Quali categorie sociali appaiono più propense a sostenere la legittimità della difesa armata tra le mura domestiche? La prima evidenza di cui tenere conto è la trasversalità di questa opinione: raramente, infatti, il consenso scende al di sotto della soglia del 50%. Più nel dettaglio, l’adesione è superiore alla media dell'area tra i giovani (18-29 anni), dove il favore raggiunge il 78%, e tra chi ha un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (76%). Poco lontano dalla media dell’area, invece, si fermano quanti hanno tra i 30 e i 44 anni (73%) e gli adulti (55-64 anni, 69%), mentre più lontano si fermano gli over 65 (65%).

Anche l’analisi della condizione socioprofessionale offre spunti interessanti. L’idea che l’uso delle armi sia legittimo in caso di “visite indesiderate” è particolarmente condivisa da imprenditori (85%) e casalinghe (84%), studenti (75%) e operai (74%). Intorno alla media, invece, troviamo tecnici e impiegati (71%), mentre il valore tende a scendere tra disoccupati, pensionati (63%) e liberi professionisti (61%).
Se finora è stata la trasversalità a emergere in maniera piuttosto netta, è con l’introduzione della variabile politica che possiamo far affiorare dei distinguo più decisi. L’idea della legittimità della difesa armata in casa riunisce soprattutto quanti guardano all'area del centrodestra: è tra i sostenitori di FdI (92%), della Lega (81%) e di Forza Italia (79%), infatti, che i consensi si fanno più larghi. Per questi elettorati, il diritto alla difesa appare quasi un principio.

Il fronte dell’opposizione, invece, sembra essere maggiormente diviso. Da una parte, troviamo gli elettori del PD (43%) e di AVS (41%), che appaiono decisamente i più distanti da questa posizione. Dall’altro lato, invece, si collocano i sostenitori del M5S e di Azione (entrambi 64%), che mostrano invece un favore maggioritario, seppur più contenuto rispetto a chi è vicino ai partiti attualmente al Governo. Anche nell'area grigia degli incerti e dei reticenti, il consenso resta consistente, attestandosi al 69%, così come tra quanti guardano ai partiti minori (62%).
Il Nord Est che emerge da questa fotografia è dunque un territorio che, di fronte a una minaccia tra le mura domestiche, sembra rivendicare con forza il diritto all'autodifesa. Non si tratta solo di una reazione delle vittime dirette, ma di una comunità che, assistendo ai traumi altrui, vive nel “timore della prossima volta”. Una domanda di sicurezza che accorcia le distanze tra le generazioni e le professioni, ma che continua a segnare un solco profondo tra le diverse culture politiche del Paese.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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