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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E LA CELBRAZIONE DEL XXV APRILE
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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NORD EST E XXV APRILE: SFUMA IL SENSO ANTIFASCISTA DELLA CELEBRAZIONE [di Natascia Porcellato]
Il 25 aprile sta cambiando pelle nella percezione dell’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento? Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sul Nord Est curato da Demos per Il Gazzettino, quella che è stata la pietra d’angolo della nostra identità repubblicana sembra oggi attraversare una fase di profonda “normalizzazione” istituzionale. Il 62% degli intervistati, infatti, si dichiara moltissimo (16%) o molto (46%) d’accordo con l’idea che “Oggi il 25 aprile viene celebrato più come festa nazionale che per il suo significato antifascista originale”.
Come cambia questa opinione nei diversi settori sociali? L’idea di una festa ormai “istituzionalizzata” sembra crescere al progredire degli studi: l’accordo, infatti, si ferma al 59% tra chi possiede la licenza media, sale al 63% tra i diplomati e sfiora il 69% tra i laureati.
Anche la variabile anagrafica offre spunti interessanti: sono in misura maggiore le generazioni centrali (30-54 anni) a percepire con più forza questo distacco dalle radici storiche (66-68%), mentre i giovani sotto i 30 anni (61%) e gli over-65 non si discostano dalla media (60%), soglia da cui si allontanano in modo più sensibile solo gli adulti (55-64 anni, 52%).
Dal punto di vista socioprofessionale, poi, la percezione di un 25 aprile “festa di tutti” è marcata tra imprenditori e lavoratori autonomi (73%), seguiti da impiegati e tecnici (68%), mentre più cauti appaiono gli operai (54%) e i liberi professionisti (56%). Intorno al valore medio, invece, ritroviamo studenti (65%) e pensionati (62%), insieme a disoccupati e casalinghe (entrambi 59%).
Tuttavia, è osservando l’orientamento politico che sembrano emergere le sfumature più sorprendenti. L’idea che il 25 aprile sia diventato una festa nazionale raccoglie consensi molto ampi tra gli elettori di Forza Italia (79%) e Azione (77%), ma trova un’adesione forte anche nel centrosinistra: ne sono infatti convinti quasi sette elettori su dieci del Partito Democratico e di Alleanza Verdi Sinistra (entrambi 69%).
Paradossalmente, sono i sostenitori dei partiti che sono stati spesso al centro del dibattito sul significato dell’antifascismo i più scettici rispetto a questa lettura: tra gli elettori della Lega, infatti, è il 48% a concordare con la tesi della “festa nazionale”, mentre poco più ampia (52%) è l’adesione rintracciata tra quanti guardano a Fratelli d'Italia. Queste evidenze sembrano suggerire che siano soprattutto gli stessi sostenitori della destra di Governo a dividersi tra chi rimane ancorato alla visione originale del 25 aprile e quanti, invece, concepiscono la Liberazione come una festa ormai di tutti.
Il 25 aprile a Nord Est sembra dunque aver imboccato un lungo e delicato percorso di transizione, suggerendo l’ipotesi che la Liberazione stia evolvendo verso una dimensione di Festa Nazionale condivisa, dove il significato antifascista originale si apre a un sentimento civile che attraversa l'intera società. L’auspicio è che questo passaggio da memoria “vissuta” a memoria “monumentale” non rappresenti un distacco, bensì il segno di una comunità finalmente pacificata, capace di riconoscersi in un’eredità comune e trasversale.
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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