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LE INDAGINI EUROPEE

Rapporti periodici sui temi dell'immigrazione, della cittadinanza, della partecipazione, osservati da una prospettiva continentale, nell'ambito del processo di costruzione dell'Ue.
LA PENISOLA DELLA PAURA. DOVE LA TOLLERANZA FA PERDERE CONSENSI
[di Ilvo Diamanti]

RITORNO ALLA PENISOLA DELLA PAURA
[di Fabio Bordignon]

L'Italia è tornata ad essere la "penisola della paura". Il VI rapporto su Immigrazione e cittadinanza in Europa, curato da Demos-LaPolis-Pragma per Intesa Sanpaolo, sembra riportarci indietro di quasi dieci anni. I risultati dell'indagine, di cui Repubblica offre un'anteprima, delineano una società inquieta di fronte al fenomeno dell'immigrazione. Dopo una fase di parziale riassorbimento, l'allarme è tornato sui livelli del 1999. Anzi, li ha superati. Tanto da riproporre la specificità dell'Italia in Europa.
Sicurezza e lavoro: attorno a queste due dimensioni tende a svilupparsi la "paura dello straniero". Solo in seconda battuta entrano in gioco fattori di matrice religiosa e culturale. Se circoscriviamo l'analisi ai quattro paesi dell'Europa occidentale inclusi nell'indagine, l'Italia è il contesto dove la paura generata dalla presenza straniera tocca i massimi livelli. Già nel 1999, il peso di quanti associavano immigrazione e criminalità aveva raggiunto il 46%: il dato più alto su scala continentale. Nella fase successiva, l'atteggiamento degli italiani si è prima "normalizzato", per poi subire una nuova inversione di rotta. Oltre il 50%, nell'autunno del 2007, afferma di vedere negli immigrati un pericolo per la sicurezza, e la rilevazione più recente fa segnare un valore di poco inferiore (45%, nel 2008). La "geografia sociale" della xenofobia trova i suoi punti di maggiore intensità fra i lavoratori autonomi e le casalinghe, nelle regioni del Centro-Sud, fra gli elettori del PdL e della Lega.
Anche nel Regno Unito la preoccupazione, su questa dimensione, si presenta elevata (37%), mentre è più contenuta in Francia (22%) e Germania (29%). A differenza di quanto avviene in Italia, tuttavia, negli altri paesi della "vecchia Europa" l'immigrazione suscita allarme soprattutto per motivi legati all'occupazione. Il tema è particolarmente sentito nel Regno Unito, dove il 48% dei cittadini vede l'immigrato come un concorrente per il posto di lavoro, ma anche in Francia (26%) e Germania (36%). Parallelamente, in Italia è più limitata la quota di persone che valuta in modo positivo il contributo dell'immigrazione, come risorsa per l'economia e l'apertura culturale: circa il 45%, mentre negli altri tre paesi oscilla fra il 50% e il 70%.
Diversa e specifica è la situazione rilevata nell'Europa centro-orientale, dove il clima appare ben più teso. L'unica eccezione, in questo senso, è rappresentata dalla Romania, mentre i dati più critici riguardano Repubblica Ceca e Ungheria. Tra i cittadini cechi, la paura per l'ordine pubblico è sensibilmente cresciuta (66%), mentre tra quelli magiari l'immigrazione è vissuta soprattutto come una minaccia all'occupazione (75%), così come in Polonia, dove l'indicatore si ferma al 50%.
NOTA METODOLOGICA

I dati presentati in questa pagina costituiscono una anticipazione del VI Rapporto su Immigrazione e Cittadinanza in Europa, curato da Demos & Pi e dal LaPolis-Univ. di Urbino per Intesa Sanpaolo, con la direzione di Ilvo Diamanti. La comparazione con le precedenti edizioni del rapporto si basa su dati Demos-Fne.
Il sondaggio è stato condotto, nel periodo ottobre-novembre 2007, da otto istituti europei, coordinati da Pragma, che ha inoltre curato la rilevazione italiana. Il campione è rappresentativo della popolazione adulta (15 anni e più) di 8 paesi europei, a partire da quote definite in base alle principali variabili socio-demografiche. La numerosità complessiva è di 8437 casi: Francia, 1005; Germania, 1001; Regno Unito, 1005; Italia, 1001; Polonia, 1013; Repubblica Ceca, 1066; Romania, 1107; Ungheria, 1240.
Metodo di rilevazione: CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) per Francia, Germania, Regno Unito, Italia; interviste faccia a faccia per Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria.
Il documento completo su www.agcom.it.
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