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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E L'IMMIGRAZIONE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
IL NORD EST ORA CHIUDE LE PORTE AGLI STRANIERI
[di Fabio Bordignon]

33%, una persona su tre: è questa la componente sociale, nella popolazione del Nord Est, che manifesta un atteggiamento di chiusura verso gli stranieri. Persone con un basso livello d'istruzione, età elevata, soprattutto pensionati, ma anche lavoratori autonomi: è l'identikit dei soggetti che esprimono maggiore apprensione di fronte al fenomeno dell'immigrazione, il cui peso supera la maggioranza assoluta presso l'elettorato leghista. È quanto emerge dall'inchiesta condotta, settimanalmente, da Demos per Il Gazzettino.
E' una delle serie storiche più lunghe, tra quelle costruite, nel tempo, dall'Osservatorio sul Nord Est. Attraverso il grado di accordo su una semplice affermazione, i sondaggi condotti da Demos hanno periodicamente misurato, a partire dal 2000, la "temperatura sociale" sul tema dell'immigrazione, con riferimento alla sua dimensione più controversa: quella riferita alla sicurezza. E da tale monitoraggio emerge che la temperatura è salita, oggi, ai livelli più elevati dell'ultimo decennio. Più di quattro persone su dieci pensano che gli immigrati "sono un pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone": due punti percentuali più dello scorso anno, quasi dieci punti più del 2007. L'allarme sociale attorno al tema è cresciuto nuovamente, superando i livelli raggiunti all'inizio del decennio. Il dato nordestino, peraltro, supera - seppur di poco - quello italiano.
Parallelamente, gli intervistati erano chiamati ad esprimersi su una ulteriore affermazione, che suggeriva una visione alternativa, "in positivo", circa il ruolo e gli effetti dei processi migratori: "la presenza degli immigrati favorisce la nostra apertura culturale". Una componente appena inferiore, tra le persone interpellate, si è detta d'accordo con questa lettura del fenomeno. Lo scarto rispetto al dato italiano è, in questo caso, leggermente più ampio, ma in ogni caso piuttosto contenuto: il 38% dei residenti nel Veneto, in Friuli-V.G. e in provincia di Trento accetta la lettura dell'immigrazione come fattore di apertura culturale, contro il 43% dell'opinione pubblica nazionale.
Se incrociamo tra loro i due indicatori appena descritti, possiamo ottenere una ripartizione della popolazione nord-orientale in base agli atteggiamenti prodotti dall'immigrazione. Una frazione piuttosto contenuta - inferiore al 10% - suggerisce un approccio ambivalente al tema, che ad elementi di tensione, legati ai timori riferiti alla dimensione securitaria, combina sentimenti di apertura. Se il 30% è sostanzialmente indifferente di fronte alle prospettive determinate dalla presenza straniera, la porzione rimanente di opinione pubblica si divide in due gruppi - di dimensioni non molto lontane tra loro - portatori di orientamenti antitetici. Se il 33% mostra un atteggiamento di sostanziale chiusura - impaurito di fronte ai flussi in ingresso e poco interessato alle possibilità di interscambio culturale - un altro 29% fonde opinioni diametralmente opposte. Gli appartenenti a questo gruppo, che abbiamo definito degli "aperti", si concentrano soprattutto nelle fasce più giovani (in particolare tra gli under-25), con livello d'istruzione elevato; dal punto di vista socio-professionale si tratta soprattutto di studenti e liberi professionisti; sotto il profilo politico, di elettori del Pd. Nei settori sociali dove, all'opposto, prevalgono sentimenti di paura, si registra una presenza consistente di persone con titolo di studio basso, residenti in comuni medio-piccoli e di età medio-alta: la concentrazione più ampia viene raggiunta nella fascia anagrafica compresa tra i 55 e i 64 anni. Si tratta soprattutto di pensionati, lavoratori autonomi e casalinghe, mentre per quanto attiene al profilo politico-elettorale sono soprattutto gli elettori della Lega Nord a presentare questa combinazione di atteggiamenti.
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 26 e il 28 gennaio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1021 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
La documentazione completa su www.agcom.it.
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