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A CAUSA DELLA CRISI TROPPI NON SI CURANO


Indagini e approfondimenti specifici che hanno come oggetto l'area nord-orientale del Paese.
LA CRISI COLPISCE LA SALUTE: UNO SU 4 RINUNCIA A CURARSI
[di Natascia Porcellato]

Negli ultimi dodici mesi, più di uno su quattro: a tanto arriva la conta di quanti, in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, hanno rinunciato a visite o cure mediche per ragioni economiche. Secondo i dati elaborati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, infatti, il 27% degli intervistati ha ammesso di non aver fatto, nell’ultimo anno, visite o trattamenti medici perché non in grado di sostenerne i costi. Quello che sembra emergere, dunque, è un problema che coinvolge una fascia non trascurabile della società, mettendo in luce una difficoltà diffusa che attraversa diversi gruppi sociali, pur con intensità differenti.

Come varia questa intensità nei diversi settori sociali? Dal punto di vista del genere, non sembrano emergere differenze particolari tra uomini (25%) e donne (28%). Il livello di istruzione -che possiamo considerare una variabile predittiva del reddito-, invece, sembra incidere in misura più rilevante. Tra chi possiede al massimo la licenza media, infatti, la quota di chi ha dovuto rinunciare a cure sale al 30%, mentre tra i diplomati si attesta intorno alla media dell’area (26%). Il dato diminuisce sensibilmente tra i laureati, dove si ferma al 14%. Un andamento che evidenzia come le condizioni economiche e le opportunità legate al titolo di studio incidano direttamente sulla possibilità di accedere ai servizi sanitari.

Anche l’età sembra emergere come fattore interessante. Le difficoltà appaiono più marcate tra gli adulti, raggiungendo il 32% tra quanti hanno tra i 55 e i 64 anni. Intorno alla media dell’area, invece, si fermano le persone di età centrale (30%, 45-54 anni) e quanti hanno tra i 30 e i 44 anni (28%). Più contenuto, invece, il disagio che sembra emergere tra i giovani under-30 (24%) e gli anziani over-65 (22%). Il quadro, dunque, sembra suggerire che le criticità si concentrano soprattutto tra chi si trova in età lavorativa, magari con famiglia, con redditi non particolarmente elevati e bisogni sanitari in aumento.

Consideriamo, infine, le differenze che emergono analizzando le diverse categorie socioprofessionali. La rinuncia a visite o cure mediche per ragioni economiche sembra essere più frequente tra operai (42%), disoccupati (40%) e studenti (37%). Intorno alla media dell’area, invece, si attestano le casalinghe (26%), mentre una minore tensione sembra emergere tra pensionati e imprenditori (entrambi 21%), insieme a impiegati (23%) e liberi professionisti (20%).

Nel complesso, il quadro che sembra emergere racconta di un territorio che è attraversato da una difficoltà non trascurabile: il fatto che oltre un cittadino su quattro abbia dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie per motivi economici rappresenta un segnale preoccupante. La sanità, infatti, è uno dei cardini su cui si regge uno Stato moderno: garantire il diritto alla salute significa, in concreto, difendere la dignità e il benessere dei cittadini. Un sistema sanitario efficiente non incide solo sulla qualità della vita, ma rappresenta anche un motore di sviluppo economico e sociale, capace di ridurre le disuguaglianze e rafforzare la coesione del Paese.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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