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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E IL REFERENDUM DEL 21-22 GIUGNO 2009

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
IL NORD EST E IL REFERENDUM
[di Fabio Bordignon]

Uno strumento importante, ma che andrebbe usato solo in poche occasioni. A poche settimane dal referendum sulla legge elettorale, in programma per il prossimo 21 giugno, i risultati dell'Osservatorio sul Nord Est sembrano suonare come un campanello d'allarme per i promotori. Il livello di informazione è molto elevato, in vista della prossima consultazione. Tuttavia, la maggioranza assoluta della popolazione invita ad una maggiore parsimonia nel ricorso ai referendum. E' quanto emerge dalle risposte raccolte da Demos, per Il Gazzettino, presso un campione di mille persone.
E' trascorso tanto tempo dai referendum che, tra il '91 e il '93, contribuirono a cambiare la storia d'Italia. Anche allora, la riforma del sistema elettorale attraverso il voto popolare nasceva in un momento di grande "spinta antipolitica". E il "sì" ai quesiti referendari rappresentò una importante spallata ad un sistema già traballante, favorendo il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. Sono passati molti anni, da allora: dieci, in particolare, dal clamoroso fallimento del referendum del 1999, che proponeva l'abolizione della quota proporzionale del cosiddetto Mattarellum. Da diverso tempo, inoltre, al moltiplicarsi degli appuntamenti referendari si è associata una grande difficoltà nel raggiungimento del quorum. Tanto da spingere molti commentatori a denunciare l'abuso di questo strumento di democrazia diretta. Secondo tali chiavi di lettura, l'eccessivo ricorso al referendum finirebbe per inflazionare lo strumento stesso, svalutandolo agli occhi dei cittadini.
La popolazione del Nord Est sembra accogliere questo tipo di obiezione. Infatti, più della metà del campione, tra le posizioni suggerite dal sondaggio, sottoscrive l'opinione mediana: quella secondo cui il referendum andrebbe usato solo in poche occasioni. Se escludiamo un 5% che non si esprime, la parte rimanente della popolazione veneta, friulana, giuliana e trentina si divide tra giudizi diametralmente opposti. Una persona su cinque (20%) rivendica la centralità del referendum per la democrazia, e vorrebbe venisse usato "il più possibile". Si tratta, in particolar modo, di giovani e di elettori di centro-sinistra (soprattutto dell'Italia dei Valori). Quasi una persona su quattro, all'opposto, giudica il referendum inutile, in quanto, per decidere, "ci sono il parlamento e il governo". L'idea di una democrazia "solo rappresentativa" è fatta propria soprattutto dagli elettori del Popolo della Libertà.
Le opinioni raccolte dalla rilevazione - va precisato - valgono "in generale" e non vanno riferite in modo diretto all'imminente appuntamento referendario del prossimo giugno, quando ancora una volta i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sull'intricato tema delle norme elettorali. Al centro della consultazione, in questo caso, il cosiddetto Porcellum: una legge oggetto di grandi critiche e bocciature trasversali, ma rivalutata da alcuni osservatori dopo l'esito delle Politiche 2008. Difficile prevedere la partecipazione ai referendum, tanto più quando i calcoli sono complicati dalla concomitanza rispetto ad altri appuntamenti elettorali: in questa occasione, il secondo turno delle elezioni amministrative. Nel frattempo, un dato può sicuramente confortare i sostenitori del "sì": la grande attenzione che (almeno nelle dichiarazioni) sembra circondare la consultazione. Circa otto persone su dieci, nelle regioni del Nord Est, sono informate sulla prossima chiamata alle urne.
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 4 e il 6 maggio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1033 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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