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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST PREVEDE UN 2023 DIFFICILE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ORA A NORD EST SI VEDE NERO: 2023 DI CRISI PER UNO SU 2
[di Natascia Porcellato]

All'alba dell'anno nuovo, l'opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento intravvede nubi scure sul futuro. Secondo le analisi di Demos per l'Osservatorio sul Nord Est, le attese verso il 2023 sono tutt'altro che ottimistiche: la maggioranza (relativa, 47%) si attende che, rispetto a quelli appena conclusi, i prossimi 12 mesi saranno peggiori, il 23% li immagina uguali e il 26% migliori.

Se consideriamo l'evoluzione degli orientamenti, possiamo trarre informazioni interessanti: il 2010 era atteso con timore dal 25% degli intervistati, mentre quanti avevano un'aspettativa positiva erano il 39%. Dieci anni più tardi, una quota sostanzialmente identica (26%) guardava al 2020 con pessimismo, ma era il 42% a ritenere non sarebbe stato molto diverso dal 2019. L'anno che di lì a poco si sarebbe caratterizzato per lo scoppio della pandemia da Covid, però, complici anche i primi annunci di vaccini autorizzati dagli Enti internazionali, si chiudeva con una ventata di ottimismo (50%) verso il 2021, mentre la componente scettica si fermava al 22%. Anche verso il 2022 le aspettative erano marcatamente positive (47%), con una quota di dubbio limitata al 16%. Saranno il conflitto in Ucraina, la crisi energetica o il caro-vita che si è andato infiammando, ma il 2023 viene accolto soprattutto con timore: il 47% pensa sarà peggiore del 2022. Rispetto all'ultima rilevazione, la crescita è di 31 punti percentuali: nella serie storica a nostra disposizione, è il valore più alto mai registrato.

Il timore di trovarsi di fronte a un anno peggiore rispetto a quello appena concluso è presente in misura maggiore tra persone di età centrale (58%) e adulti (56%), mentre dal punto di vista socioprofessionale la paura cresce tra disoccupati (70%) e impiegati (54%), casalinghe e liberi professionisti (entrambi 51%). Politicamente, invece, sono soprattutto gli elettori di M5s (68%), Azione-Iv (54%) o chi guarda a formazioni minori (65%) a mostrare una preoccupazione superiore alla media verso il nuovo anno.

Quali sono le parole che i nordestini associano al futuro? Se le guardiamo nel dettaglio, vediamo che è l'Incertezza a prevalere: il 33% la sceglie per identificare il proprio stato d'animo verso ciò che sarà, mentre la Speranza si ferma al 28%. Seguono la Paura e lo Sconforto (rispettivamente, 12 e 9%), mentre l'Opportunità non va oltre il 6%. Intorno al 3%, infine, si raccolgono Rabbia, Entusiasmo, Indifferenza e Impazienza. Nel complesso, le parole che indicano sentimenti negativi catalizzano oggi il 57% delle risposte: più del 2009 (33%), quando infuriava la crisi economica; più del 2018 (38%), quando il disastro Vaia e la tragedia di Corinaldo segnano l'opinione pubblica; più di maggio 2020 (55%), quando la pandemia ci chiudeva in casa; più di novembre 2020 (42%), quando le attese legate ai vaccini erano smorzate da coprifuoco e zone rosse.

Forse, allora, oggi è utile ricordare Cesare Pavese, che ammoniva: "Tutti gli anni sono stupidi. È una volta passati, che diventano interessanti". Appuntamento, dunque, tra un anno per l'analisi: nel frattempo, buon 2023 a tutti.



NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 28 ottobre e il 5 novembre 2022 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1002 persone (rifiuti/sostituzioni: 4092), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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