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OSSERVATORIO SUL NORD EST - FOCUS SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
NORD EST, IL 60% NON HA PAURA DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
[di Natascia Porcellato]

L'Intelligenza Artificiale (in breve: AI) si occupa di comprendere come si possano realizzare sistemi informatici intelligenti capaci di simulare il pensiero umano. Ma quanto tutto questo è chiaro all'opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento? Secondo i dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, il 18% dichiara di sapere perfettamente cos'è l'AI, mentre il 47% ne ha un'idea generale. Il 24%, poi, ne ha solo sentito parlare, e l'11% ammette candidamente di non sapere di cosa si tratta.

Dal punto di vista anagrafico, osserviamo che sono i più giovani a mostrare la consapevolezza maggiore: tra coloro che hanno meno di 35 anni, oltre il 90% conosce l'Intelligenza Artificiale in maniera generale (58-61%) o approfondita (35%), mentre è una quota minima (4-7%) a manifestare più distacco. Tra quanti hanno un'età compresa tra i 35 e i 64 anni, invece, l'incidenza di chi non ha le idee chiare sull'AI arriva a coinvolgere complessivamente circa un intervistato su tre (33-37%), anche se la maggioranza assoluta (57%) ne ha almeno sentito parlare. Le perplessità più ampie, invece, sono rintracciabili tra gli over-65: tra di loro, è maggioritaria la quota di chi ne ha solo sentito parlare (51%) o non sa cosa sia (27%).

Al di là della conoscenza, però, quali sono i sentimenti suscitati da questa tecnologia? Curiosità (27%), innanzitutto, seguita da opportunità (17%). Una quota non marginale, però, mostra indifferenza (14%) o paura (14%), mentre è il 10% a vivere l'Intelligenza Artificiale come una minaccia, e una quota sostanzialmente identica le associa la speranza (10%).

Quali effetti si attendono i nordestini dall'affermarsi dell'AI nella vita di tutti i giorni? In linea generale, il 56% si attende un impatto positivo, mentre il 36% teme delle conseguenze negative e l'8% non si esprime. Anche in questo caso, l'età influisce in maniera piuttosto rilevante: le attese positive raggiungono la percentuale maggiore tra under-25 e quanti hanno tra i 45 e i 54 anni (entrambi 67%), si attestano al 62% tra gli intervistati tra i 25 e i 44 anni, scendono al 51% tra gli adulti e non vanno oltre il 41% tra gli over-65.

Se scendiamo al dettaglio personale, poi, osserviamo come i rispondenti non cambino orientamento in modo sostanziale: coloro che prevedono un effetto positivo dell'AI sulla propria vita futura sono il 54%, mentre il timore di conseguenze negative si attesta al 32%; più ampia, in questo caso, la quota di intervistati che non si esprime (14%). Anche qui, il fattore generazionale sembra rilevante: i più giovani sembrano scommettere maggiormente (74%) su un effetto positivo, ma la percentuale si mantiene ampia anche tra coloro che hanno tra i 25 e i 54 anni (64-66%). Non lontano dalla media dell'area si fermano gli adulti (53%), mentre sono sempre gli anziani a mostrare più perplessità (30%).

Nel Nord Est, dunque, sembra emergere una visione cauta, dell'Intelligenza Artificiale, ma non pessimista. D'altra parte, la quotidianità ne è già oggi intrisa: quello che può sembrare Futuro potrebbe essere già Passato, e noi lì, a non essercene neppure accorti.




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 12 e il 15 giugno 2023 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1003 persone (rifiuti/sostituzioni: 4464), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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