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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST SI SENTE MENO EUROPEO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
L'IDENTITÀ EUROPEA? A NORD EST SOLO IL 42% LA RITIENE IMPORTANTE
[di Natascia Porcellato]

"Nei prossimi anni essere europei sarà molto più importante che essere italiani, francesi, etc."? Secondo i dati analizzati da Demos per Il Gazzettino, è il 42% degli intervistati a essere (moltissimo o molto) d'accordo questa affermazione. Ma come è cambiato nel tempo l'orientamento dell'opinione pubblica dell'area? Per rispondere, guardiamo alla serie storica dell'Osservatorio sul Nord Est.

Nel 1997, era il 39% a schierarsi dalla parte dell'identità continentale, più che di quelle nazionali: i riflessi della pesante Manovra del Governo Prodi per entrare nell'area Euro erano ben presenti, e comprimevano al ribasso la prospettiva di una unità continentale. Nel 2002, però, con l'euforia di aver centrato l'obiettivo "moneta unica", l'idea che l'identità europea sarà più importante delle attuali nazionali cresce e supera la soglia della maggioranza assoluta (52%). Sempre intorno a questa soglia, poi, si fermano gli orientamenti rilevati nel 2007 (49%) e nel 2015 (50%), forse anche per reazione all'instabilità politica di quella fase, ben simboleggiata dai quattro Governi (Berlusconi IV, Monti, Letta e Renzi) che si susseguono in otto anni. Nel 2019, però, qualcosa inizia a incrinarsi: l'adesione, infatti, scende e si ferma al 46%, una tendenza confermata anche dal valore più recente (42%).

Come si caratterizza dal punto di vista sociale questo orientamento? L'idea che in futuro sarà più importante essere europei piuttosto che italiani, francesi, etc., sembra essere più popolare tra gli uomini (48%) che tra le donne (37%). Dal punto di vista anagrafico, inoltre, il consenso verso questa opinione supera la soglia della maggioranza assoluta tra i giovani con meno di 25 anni (54%) e quanti hanno tra i 25 e i 34 anni (51%). Intorno alla media dell'area, invece, si attestano le persone di età centrale (45-54 anni, 39%), gli adulti (55-64 anni, 42%) e gli anziani con oltre 65 anni (43%), mentre l'approvazione si fa minima tra coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (34%).

Guardando al fattore socioprofessionale, poi, emerge come l'ipotesi che in futuro l'identità continentale sarà più rilevante di quelle statali sia condivisa soprattutto da impiegati (46%) e studenti (57%), anche se l'adesione più ampia è osservabile tra imprenditori (62%) e liberi professionisti (63%). Intorno alla media dell'area, poi, si fermano i pensionati (44%), mentre al di sotto di questa soglia troviamo disoccupati (36%), operai (31%) e casalinghe (24%).

Veniamo, infine, alla dimensione politica. È soprattutto tra chi voterebbe per Pd (69%), M5s (47%) o per uno dei partiti minori (67%), che sembra crescere l'idea che in futuro l'identità europea sarà preminente rispetto a quelle nazionali. All'opposto, il distacco maggiore da questa opinione sembra provenire dagli elettori dei partiti attualmente al Governo: l'approvazione, infatti, si ferma al 33% tra chi guarda a Forza Italia, scende al 30% tra i sostenitori della Lega e non va oltre il 26% tra chi è vicino a Fratelli d'Italia.

D'altra parte, sono proprio le formazioni guidate da Matteo Salvini e Giorgia Meloni quelle più critiche verso l'UE: ma, seppur uniti dall'euroscetticismo, c'è da attendersi che saranno divisi dalle (prossime) urne.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 10 e il 13 gennaio 2024 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.004 persone (rifiuti/sostituzioni: 4.220), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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