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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST |
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Gli orientamenti su Futuro Nazionale (Vannacci) (24 giugno 2026)
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Nord Est - Le bugie possono essere utili (17 giugno 2026)
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Il ricorso alla chirurgia estetica (10 giugno 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2002 (giugno 2002 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST |
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - I PROBLEMI DELLA SCUOLA
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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I MALI DELLA SCUOLA: RISORSE, PROGRAMMI E PROF MODESTI [di Natascia Porcellato]
Quali sono i principali problemi della scuola italiana oggi? Secondo i dati elaborati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, in testa troviamo la mancanza di fondi per la didattica (20%) e la violenza negli istituti (19%), seguiti dalla bassa qualità degli insegnanti e dall’inadeguatezza dei programmi di insegnamento (entrambi 15%), che precedono (di un soffio, 14%) lo scarso collegamento con il mondo del lavoro. Chiude, infine, la carenza di sostegni per le famiglie più povere (9%).
Com’è cambiato nel corso del tempo l’orientamento dell’opinione pubblica nordestina? Guardando alla serie storica, possiamo vedere come rispetto a dieci anni fa la tensione verso la mancanza di risorse per l’insegnamento sia diminuita (20%, -11 punti percentuali), tornando intorno al valore registrato nel 2005 (22%). Ad essere nettamente cresciuta, invece, è l’attenzione per quanto accade tra gli studenti: l’allarme bullismo raggiunge oggi il 19%, segnando una crescita rispetto sia al 2014 che al 2005 (+11 e +15 punti percentuali). Anche la preoccupazione per l’attualità dei programmi sembra essere aumentata negli ultimi vent’anni: nel 2005, raggiungeva il 10%, si fermava al 7% nel 2014, mentre oggi raggiunge il 15%. Un sostanziale stabilità, invece, sembra emergere rispetto alla preoccupazione per la qualità degli insegnanti: l’attuale 15% appare sostanzialmente assimilabile a quanto osservato nel 2014 (14%) e nel 2005 (18%). Al contrario, ad essersi ridotta in maniera sensibile è l’attenzione verso il complicato collegamento con il mondo del lavoro: rispetto al 20% del 2005 e al 22% del 2014, oggi l’indicatore si ferma a quota 14%. Allo stesso modo, osserviamo un calo di interesse anche rispetto al tema delle risorse messe a disposizione delle famiglie meno abbienti: dal 15% registrato nel 2005, si scende al 12% del 2014, fino ad arrivare all’attuale 9%.
Ma come cambia questa lista nei diversi settori socioprofessionali? Secondo gli operai, il primo problema è l’inadeguatezza dei programmi (25%), seguita dalla mancanza di fondi per la didattica (21%), mentre l’attenzione degli impiegati sembra essere catalizzata prima di tutto dalla scarsità di risorse per l’insegnamento (26%) e dallo scarso collegamento con il mondo del lavoro (18%). Gli imprenditori, poi, sono preoccupati parimenti della scarsa qualità degli insegnanti e della carenza di risorse (entrambi 24%), mentre i liberi professionisti si concentrano sulla bassa qualità del corpo docente (32%) e sulla scarsità di fondi (26%). Pensionati e casalinghe puntano il dito prima di tutto sulla violenza negli istituti (rispettivamente: 28 e 35%) e sulla qualità degli insegnanti (14 e 17%), mentre i disoccupati ritengono più importante agire sull’attualità dei programmi (24%) e sulle risorse per le famiglie bisognose (19%). Gli studenti, infine, puntano nettamente l’attenzione su due priorità: inadeguatezza dei programmi (42%) e scarso collegamento con il mondo del lavoro (23%). E, scorrendo l’ultimo bollettino Excelsior-Unioncamere, sembrano avere ragione: nel trimestre in corso, settembre-novembre, il fabbisogno delle imprese del Nord Est ammonta a 189.300 lavoratori, ma oltre una su due ritiene sarà difficile trovarli.
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NOTA INFORMATIVA L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 9 e il 13 settembre 2024 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti/sostituzioni: 3.049), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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