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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST DIVISO FRA SCIENZA E RELIGIONE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ORIGINE DELLA SPECIE, NORD EST SPACCATO TRA DARWIN E DIO
[di Natascia Porcellato]

Discendiamo dalla scimmia o siamo creati da Dio? L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, indaga oggi intorno "all'origine della specie" nella concezione dei cittadini di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. Gli intervistati appaiono molto divisi sulla questione: il 43%, infatti, è convinto che l'uomo sia il prodotto di un disegno superiore o di una creazione divina, mentre è il 46% a sostenere che discendiamo dalla scimmia. A conferma del fatto che la domanda appare tutt'altro che scontata, vediamo che oltre uno su dieci (11%) non si esprime.

Tra le teorie di Charles Darwin sull'evoluzione della specie e le indicazioni religiose della "Mano di Dio" sull'uomo si sono consumati confronti spesso polemici. Questo perché la teoria del naturalista inglese metteva in discussione il modo in cui gli uomini si percepivano, li costringeva a mettersi in relazione con il mondo che li circondava, accettando di essere loro stessi discendenti da un animale. Tutto questo (almeno apparentemente) contraddiceva millenni di tradizione e credenza religiosa e ha portato alla divisione tra "evoluzionisti" e "creazionisti".

Una divisione resistente, tanto che, a distanza di oltre 150 anni dalla pubblicazione del testo di Darwin, ancora oggi "evoluzionisti" e "creazionisti" dividono in modo simile sia l'Italia che il Nord Est. A sostenere la visione darwiniana è il 46% dei nordestini e il 48% degli italiani; quanti ritengono che l'uomo dipenda dalla volontà divina sono il 43% di quanti vivono in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e a Trento, mentre per l'ambito nazionale si arriva al 47%.

Come si caratterizzano queste due visioni dell'origine dell'uomo? Vediamo il fattore anagrafico. Sono soprattutto i giovani con meno di 25 anni a mostrarsi d'accordo con la teoria di Darwin: tra loro, infatti, la visione evoluzionista raggiunge il 79%, ma anche tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni la quota si mantiene ampiamente sopra la media dell'area (62%). Coloro che invece ritengono che l'uomo abbia origine da un intervento divino sono in misura maggiore persone adulte o anziane. Infatti, è tra quanti hanno tra i 55 e 64 anni che la percentuale di "creazionisti" raggiunge il 47%, anche se è tra gli over-65 che questa visione supera la soglia della maggioranza assoluta (59%).

Osservando l'influenza del livello di istruzione, invece, possiamo ulteriormente caratterizzare i profili. Sono in misura maggiore le persone in possesso di un diploma o una laurea a ritenere che l'uomo discenda dalla scimmia (55%), ma segnaliamo che comunque il 36% ritiene che ci sia la "Mano di Dio" sull'uomo. Tra quanti sono in possesso in un basso livello di istruzione, invece, prevale in modo netto la visione creazionista (59%) e appare più contratta l'idea che pone la scimmia all'origine della specie umana (27%).

La pratica religiosa, infine, è utile a completare il quadro. Tra coloro che non frequentano la messa, l'idea che l'uomo discenda dalla scimmia è propria del 64% e i "creazionisti" si fermano al 26%. Anche tra chi frequenta saltuariamente i riti religiosi è maggioritaria (53%) la teoria evoluzionista, mentre si collocano intorno al 35% quanti ricorrono a Dio per spiegare la nascita dell'uomo. Guardando a coloro che vanno assiduamente in Chiesa, invece, possiamo rilevare come sia la visione legata al "Disegno Superiore" a prevalere in modo netto (65%).

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 18-20 marzo 2014 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1005 persone (rifiuti/sostituzioni: 5189), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Irene Sguotti ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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