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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST SCEGLIE L'AUTO IBRIDA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
NORD EST: AUTO IBRIDA MEGLIO CHE SOLO ELETTRICA
[di Natascia Porcellato]

In materia di automobili, il Nord Est sembra sospeso tra transizione e prudenza: questa sembra essere l’indicazione principale che emerge dai dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est. Se oggi dovesse acquistare una nuova vettura, la maggioranza degli intervistati sceglierebbe l’ibrido: 51%, con una crescita di ben 13 punti percentuali rispetto al 2021. Al contrario, l’elettrico puro si ferma a un marginale 6%, segnando un altrettanto netto arretramento rispetto al 19% di cinque anni fa. Le alimentazioni tradizionali mantengono comunque uno spazio significativo: a trainarle è soprattutto la benzina, al 21% (+6 punti percentuali rispetto al 2021), mentre più contenute appaiono le variazioni di metano o Gpl (14%, +2 punti) e del diesel, che si attesta all’8% (-2 punti).

Identikit delle motorizzazioni. L’ibrido, oltre a rafforzarsi come scelta prevalente, appare anche piuttosto trasversale; tuttavia, questo orientamento tende a crescere in misura maggiore tra over-65 (58%), pensionati (59%) e impiegati (56%). Il profilo di chi preferirebbe la benzina, invece, mostra una presenza superiore alla media di under-30 (25%) e studenti (38%), affiancati da disoccupati (31%) e imprenditori (32%). Anche il diesel risulta più segnalato dai giovani (15%), insieme a chi ha tra i 45 e i 54 anni (15%), i liberi professionisti (22%) e gli operai (15%). A orientarsi verso il metano o il Gpl, invece, sembrano essere soprattutto gli adulti (55-64 anni, 23%), insieme a casalinghe (19%) e disoccupati (23%). L’elettrico puro, infine, non mostra particolari differenze generazionali, mentre professionalmente raccoglie consensi superiori alla media tra liberi professionisti (11%) e lavoratori autonomi (12%).

Le ragioni di chi guarda ai motori tradizionali. Ma cosa spinge i cittadini a mantenersi lontani da elettrico e ibrido? Per la maggioranza assoluta (54%) la ragione principale è il costo eccessivo di queste vetture, un fattore che registra un balzo di 15 punti percentuali rispetto al 2021. Cresce anche la diffidenza verso l’affidabilità tecnologica (33%, +10 punti), mentre perde centralità il tema della carenza di colonnine di ricarica: lo cita il 14%, in netto calo (-12 punti).
E quelle di chi predilige l’ibrido o l’elettrico. Dall’altra parte, tra chi sceglie le nuove motorizzazioni, si assiste a una vera e propria mutazione delle motivazioni. La spinta ecologica sembra infatti aver perso vistosamente peso: scende dal 70% di cinque anni fa all’attuale 40%, segnando un arretramento molto netto (-30 punti). Centrale, invece, sembra essere diventata la convenienza nel tempo. Il 45% pensa a queste motorizzazioni perché ritiene che si spenda di più all’inizio, ma poi meno in carburante: una quota più che raddoppiata rispetto al 20% del 2021. Il 16%, infine, cita la buona presenza di infrastrutture di ricarica nella propria zona (+7 punti).

Nel complesso, la fotografia restituisce un Nord Est che guarda alla decarbonizzazione soprattutto attraverso la via dell’ibrido. Una soluzione probabilmente percepita come maggiormente compatibile con abitudini consolidate, costi reali e incertezze strutturali ancora presenti. Un approccio prudente, che sceglie di portare la transizione sul terreno pragmatico delle scelte quotidiane possibili.




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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