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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: I FEMMINICIDI E L'ENFASI DEI MASS MEDIA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
EMERGENZA FEMMINICIDI, I "DUBBI" DEI GIOVANI MASCHI
[di Natascia Porcellato]

Nelle ultime settimane, il Nord Est si è colorato di rosso. Tra monumenti e Municipi illuminati di rosso, panchine rosse e scarpe rosse, palloncini rossi e locandine rosse, era impossibile ignorare che si stava avvicinando il 25 novembre. Sabato scorso, infatti, si è celebrata la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne e ogni realtà si è attivata per sensibilizzare i cittadini sull'argomento.

L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, oggi si occupa della visione dell'opinione pubblica su femminicidio e violenza di genere. L'83% dei rispondenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento ritiene che questa sia un'emergenza da risolvere al più presto. Una minoranza -tutt'altro che trascurabile, però: 17%- giudica eccessiva l'importanza che giornali e televisioni danno a quelli che vengono giudicati dei fatti isolati.
Rispetto al 2013, sembrano essere diminuiti (-6 punti percentuali) coloro che ritengono il tema della violenza sulle donne una questione da risolvere subito, mentre parallelamente sono cresciuti quanti giudicano troppa l'attenzione dei mass media.

Guardando all'influenza del genere, possiamo vedere come siano soprattutto le donne (90%) a mettere l'accento sulla necessità di agire per risolvere la piaga del femminicidio. Tra gli uomini, invece, pur in presenza di una larga parte che è d'accordo con questa visione (77%), tende a crescere, interessando quasi un rispondente su quattro (23%), la quota di coloro che vedono un ruolo eccessivo di televisioni e giornali nell'enfatizzare episodi singoli.

Se consideriamo congiuntamente genere ed età, possiamo avere indicazioni interessanti. Guardando agli uomini, rileviamo come siano soprattutto i più giovani (38%) e quanti hanno tra i 25 e i 34 anni (29%) a mettere l'accento sul ruolo che i mass media svolgono nel sottolineare fatti isolati. Tra i 34 e i 44 anni, invece, la percentuale diminuisce (17%) in favore di quanti ritengono una priorità combattere contro la violenza sulle donne e il femminicidio (83%). Il giudizio sul ruolo preponderante di televisioni e giornali, però, torna a salire tra coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (27%), mentre si ritrae nuovamente (18%) tra gli over-55.

La convinzione che la violenza sulle donne sia una questione da risolvere al più presto, invece, sembra essere un patrimonio comune proprio delle donne e le distingue in modo netto da quanto osservato tra i coetanei (con un'eccezione). Tra le ragazze con meno di 25 anni, infatti, l'89% giudica il femminicidio un'emergenza. Il valore sale al 91% tra le giovani tra i 25 e i 34 anni e cresce ancora (92%) tra le donne di età centrale (35-44 anni). Il consenso verso tale visione raggiunge il 96% tra le adulte tra i 45 e i 54 anni e il 97% tra quelle che hanno tra i 55 e i 64 anni. È tra le più anziane, però, che sembra crescere l'idea che la violenza sulle donne sia un fenomeno enfatizzato eccessivamente dai mass media (19%), e questo valore le avvicina ai propri coetanei (18%).


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 13-20 novembre 2017 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1086 persone (rifiuti/sostituzioni: 5927), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 2.97% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it

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