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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST |
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Vendita alcool per asporto (29 luglio 2026)
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Resta alta ma perde quota la consapevolezza sul cambiamento climatico (8 luglio 2026)
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Il Veneto e l'autonomia differenziata (1 luglio 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2002 (giugno 2002 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST |
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - RESTA ALTA MA PERDE QUOTA LA CONSAPEVOLEZZA SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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DIMINUISCE LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO È CAUSATO DALL'UOMO [di Natascia Porcellato]
Il cambiamento climatico esiste ed è figlio dell’uomo? Nel Nord Est la risposta resta largamente affermativa, ma tra le pieghe della società questa convinzione sembra mostrare qualche crepa. Secondo le analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, oggi la quota di quanti riconoscono la matrice antropica del riscaldamento globale si attesta al 72%. Una convinzione ampiamente diffusa, ma che, rispetto al 2022, quando il consenso sfiorava l’81%, flette di 9 punti percentuali. Ad essere cresciuta, invece, è la componente che sposa la tesi che il mutamento del clima faccia semplicemente «parte del ciclo naturale della Terra», salita dal 19% di 4 anni fa all’attuale 26%. Sostanzialmente stabile, invece, la consistenza di quanti etichettano il cambiamento climatico come «bufala» (2%).
Ma in che modo si articolano queste opinioni nei diversi settori sociali? L’analisi per età mostra come la sensibilità verso il ruolo dell’uomo di fondo rimanga piuttosto diffusa, pur evidenziando accenti diversi. L’idea che il cambiamento climatico esista e ci sia una responsabilità umana è condivisa soprattutto dai più giovani (78%). All’opposto, il valore più contenuto è rintracciabile tra gli over-65 (68%), mentre nelle altre classi d’età, invece, oscilla tra il 71 e il 74%. L’idea che il cambiamento climatico sia solo una bufala, invece, sembra farsi leggermente più presente solo tra i più anziani (6%), mentre chi non nega il fenomeno, ma lo ritiene legato al ciclo naturale della Terra più che all’intervento umano, è una posizione che non sembra mostrare particolari caratterizzazioni anagrafiche.
Altrettanto interessante è l’analisi in base al livello di istruzione. Tra i laureati, cresce in maniera consistente l’idea che il cambiamento climatico esista e sia figlio dell’uomo (82%), mentre la medesima convinzione si ferma al 71% tra quanti sono in possesso di un diploma e al 69% tra chi ha conseguito la licenza media. Tra questi ultimi, infatti, sembra farsi più forte l’idea che il fenomeno faccia parte di un ciclo naturale (28%).
E come cambiano gli orientamenti in base alla sensibilità politica degli intervistati? Il riconoscimento della matrice umana dell’emergenza climatica appare maggioritaria in tutti i settori considerati. L’adesione, infatti, va dall’86% registrato tra gli elettori del Partito Democratico all’81% osservato tra quelli di Alleanza Verdi Sinistra; dal 74% dei sostenitori del Movimento 5 Stelle al 79% di chi voterebbe per Azione. Ma anche guardando alla destra di Governo e alle forze più critiche, l’accordo con la tesi scientifica ??" pur al di sotto della media dell’area ??" raccoglie la maggioranza assoluta. È il caso dei sostenitori di Fratelli d’Italia e Lega (entrambi 59%), tra i quali però tende a crescere la quota che interpreta il fenomeno attraverso lenti cicliche e naturali (rispettivamente 38% e 35%). Anche tra chi si dichiara vicino a Futuro Nazionale, la tesi della responsabilità umana rimane l’orientamento prevalente (52%, ma va rilevato che il 12% liquida la questione come una «bufala»). In questo quadro, fanno eccezione gli elettori di Forza Italia, tra i quali spicca l’adesione massiccia (77%) all’idea che il cambiamento climatico sia legato all’impatto dell’uomo.
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 15 e il 19 giugno 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 9543; sostituzioni: 32344), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1%) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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