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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL VENETO E LA RICHIESTA DI AUTONOMIA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
I TEMPI DELL'AUTONOMIA, LA PREVALENZA DEGLI SCETTICI
[di Natascia Porcellato]

L'Osservatorio sul Nord Est di oggi si concentra sul Veneto e sui significati e le attese che si sono create dopo il Referendum sull'autonomia del 22 ottobre scorso. La consultazione ha superato lo scoglio del quorum: l'affluenza, infatti, ha superato il 57%, mentre tra i votanti il sì ha raggiunto il 98%. Il Governatore, dunque, ha un ampio mandato per trattare con lo Stato una maggiore autonomia per il Veneto.

Secondo i dati elaborati da Demos per Il Gazzettino, i risultati del 22 ottobre scorso sono interpretati dagli intervistati soprattutto come una vittoria di tutti i veneti (70%), mentre una minoranza riconosce nel risultato un'affermazione di Luca Zaia (16%) o della Lega Nord (10%).

Il risultato del Referendum, dunque, è giudicato come una vittoria di tutti. D'altra parte, nel corso della campagna elettorale, l'invito al voto, e al voto affermativo, è stato corale, e non solo da parte dei partiti. Sindacati e associazioni di imprenditori, rappresentanze di artigiani e di commercianti: anche dalla società civile, infatti, è arrivato un convinto sostegno alla richiesta di autonomia. Persino il Patriarca di Venezia si era espresso favorevolmente. Così, non sorprende che affluenza e sostegno al quesito abbiano ottenuto quei numeri.

La sorpresa arriva con le attese che i veneti ripongono nell'effettiva realizzazione delle indicazioni referendarie. Il 22% si aspetta che il Veneto sia più autonomo entro un anno, mentre il 14% scommette sui 24 mesi. Poco più di un intervistato su dieci (11%), invece, guarda ai tre anni come orizzonte per ottenere dei risultati concreti. La maggioranza relativa, però, è pessimista e ritiene che "Roma non darà mai al Veneto l'autonomia" (47%).
Tra i veneti sembra serpeggiare, dunque, un certo pessimismo sulla possibilità di concretizzare il mandato votato il 22 ottobre.

Su questo atteggiamento pesa in maniera rilevante l'orientamento politico degli intervistati. Tra coloro che voterebbero per il PD, prevale nettamente il pessimismo (57%), anche se è consistente la quota che si mostra possibilista sulla realizzazione del progetto in un orizzonte temporale di due o tre anni (26%). Ancora più negativa è l'attesa degli elettori del M5S o di Democratici e Progressisti: in entrambi i casi, oltre il 60% pensa che lo Stato non concederà mai autonomia alla Regione. Anche tra gli elettori di Fratelli d'Italia la maggioranza relativa pensa che non ci sarà alcuna autonomia per il Veneto (44%), ma una quota consistente guarda al traguardo dei tre anni per vedere dei risultati nella trattativa con Roma (25%).

I sostenitori di Forza Italia e della Lega Nord sembrano più ottimisti: in questi due settori, infatti, coloro che giudicano impossibile una concessione di autonomia al Veneto si riducono rispettivamente al 26 e 29% mentre tendono a crescere le attese positive. Tra i leghisti, è il 40% a ritenere che le indicazioni referendarie troveranno realizzazione entro il 2018, mentre tra i forzisti, il 60% pensa che il Veneto avrà più autonomia entro uno (42%) o due anni (18%).



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 13-20 novembre 2017 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1086 persone (rifiuti/sostituzioni: 5927), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 2.97% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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