demos & PI
contatti area riservata
RAPPORTO GLI ITALIANI E LO STATO OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE IL MONDO A NORDEST MONITOR ITALIA LE INDAGINI EUROPEE
ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST
Il rapporto fra Stato e Regioni secondo il Nord Est
(27 maggio 2020)
vedi »
Il Veneto incorona il governatore Zaia
(20 maggio 2020)
vedi »
Economia prima preoccupazione a Nord Est
(13 maggio 2020)
vedi »
ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA
X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza
(21 luglio 2011 - file pdf)
vedi »
ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO
Rapporto 2005
(giugno 2005 - file pdf)
vedi »
Rapporto 2004
(gennaio 2004 - file pdf)
vedi »
Rapporto 2002
(giugno 2002 - file pdf)
vedi »
ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST
Rapporto 2007
(gennaio 2007 - file pdf)
vedi »
Rapporto 2005
(gennaio 2005 - file pdf)
vedi »
ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE
Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto
(15 maggio 2015)
vedi »
Il Veneto e la lega
(9 marzo 2015)
vedi »
I veneti e l'informazione
(18 dicembre 2009)
vedi »
OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: PER IL 56% L'EMERGENZA VIRUS FINIRĄ ENTRO MAGGIO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
EMERGENZA VIRUS PER IL 56% FINIRÀ ENTRO MAGGIO
[di Natascia Porcellato]

La domanda che corre nella mente di tutti è la stessa: quando finirà tutto questo? Quando potremo tornare alle nostre vite? Secondo i dati dell'Osservatorio sul Nord Est di Demos, la maggioranza (56%) pensa che l'epidemia si esaurirà entro maggio e poco meno di un nordestino su tre (31%) ritiene che non sarà prima di giugno. A testimoniare la grande incertezza del periodo, è piuttosto ampia la quota di intervistati che non si esprime (14%).

Quando è iniziato tutto, con i primi casi registrati a Vò Euganeo e Codogno, era il 21 febbraio. Dopo quasi sei settimane, siamo ancora nel pieno dell'epidemia. Si sono via via fatte più dure, le restrizioni: ci siamo chiusi in casa, si sono abbassate le saracinesche di bar e ristoranti, sono stati messi i lucchetti ai cancelli di molte fabbriche. A consentire questo lock-down sono i lavoratori del settore primario e quelli impegnati in attività correlate; le forze dell'ordine e i farmacisti; i corrieri e i giornalisti; gli impiegati pubblici e quelli del terzo settore. Tutti a creare un invisibile cordone intorno a quella prima linea costituita da medici, infermieri e operatori socio-sanitari.

Nessuno sa davvero quando finirà, e nonostante i nordestini scommettano su una conclusione per la fine del mese prossimo, le opinioni variano fortemente in base all'età. A puntare su questa ipotesi, infatti, sono in misura massiccia i giovani (81%), seguiti da chi ha tra i 25 e i 34 anni, (69%) e dalle persone di età centrale (35-44 anni, 60%). Tra questi ultimi, però, tende a crescere (37%) anche la quota di intervistati che non vedono la fine di questa esperienza prima di giugno, e il valore si mantiene costante anche tra gli adulti (45-64 anni). Tra gli over-65, invece, rileviamo una incertezza superiore alla media, identificabile in quel 31% che non si esprime.

Le preoccupazioni non sono solo per la fine dell'epidemia, ma anche per quello che lascerà dopo. Ci sarà il sollievo di chi è sopravvissuto, accompagnato da un non facilmente identificabile senso di colpa. Ci sarà il dolore, accecante, per le persone che avranno perso la vita, con le comunità strette intorno alle famiglie ferite.

E le stesse comunità dovranno rimboccarsi le maniche per far ripartire le attività ora chiuse. Anche se la rilevazione è stata fatta prima dell'ultima stretta formalizzata nel Dl n. 19 del 25 marzo scorso, l'allarme su questo era già alto. L'Italia entrerà in recessione? Lo sospetta l'81% dei nordestini, ma il valore raggiunge il 90% tra gli imprenditori. Familiari o amici perderanno il lavoro? Il 64% dei nordestini dichiara di avere molta o abbastanza paura che l'eventualità si concretizzi, ma la preoccupazione sale al 70% tra operai e casalinghe. Un (relativo) ottimismo si intravvede solo per i timori legati al proprio impiego: in proposito, è il 29% ad esternare questa preoccupazione, anche se l'allarme tende a crescere tra operai (49%) e imprenditori (36%). E sale anche tra le donne (35%) che, dopo la crisi del 2008, hanno imparato, a loro spese, che i primi posti a saltare sono proprio i loro.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 11 e il 13 marzo 2020 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1003 persone (rifiuti/sostituzioni: 5682), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

home  |  obiettivi  |  organizzazione  |  approfondimenti  |  rete demos & PI  |  partner  |  privacy step srl  ::  p. iva 02340540240