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OSSERVATORIO SUL NORD EST - L'IDENTITÀ TERRITORIALE DEL VENETO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
SEMPRE PIÙ LEGATI ALLA REGIONE MA REGGE LO SPIRITO NAZIONALE
[di Natascia Porcellato]

Veneti e italiani, senza contraddizione e senza opposizione: questa sembra essere l'indicazione principale che emerge dai dati elaborati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est. Con un balzo in avanti di 21 punti percentuali rispetto al 2009, oggi è il 29% dei veneti a scegliere la Regione per la propria identità territoriale. L'Italia, invece, cede 5 lunghezze in undici anni e si attesta al 19%. Ad eccezione del Nord Est, che si mantiene stabile (15-17%), sembrano in crisi anche gli altri riferimenti territoriali. Perdono adesioni, infatti, sia la propria Città (9% -6 punti percentuali) che il Nord (5%, -2 p.p.), sia l'Europa (6%, -4 p.p.) che il Mondo Intero (16%, -5 p.p.).

Effetto Covid? Ni. Se guardiamo ai dati rilevati nel gennaio scorso, possiamo osservare come le dinamiche fossero già ampiamente in atto: la crescita della Regione era visibile, mentre l'adesione all'Italia non si discostava da quella osservata oggi, segno che l'epidemia ha enfatizzato l'appartenenza regionale senza ripercussioni dirette su quella lontananza nazionale.

Questa evoluzione non stupisce in un territorio che reclama da sempre autonomia, ma che ha visto solo di recente questa istanza prendere forma nelle istituzioni. Era il 22 ottobre del 2017 quando oltre 2 milioni e 300mila veneti si sono recati alle urne per il referendum propositivo promosso da Luca Zaia, superando il quorum e approvando il quesito con oltre il 98% dei consensi. A questo sentimento, già largamente presente, si è affiancata la centralità delle Regioni e dei Governatori nella gestione della crisi da Coronavirus, con il Veneto unanimemente collocato tra i territori che meglio si sono comportati.

Perciò, non stupisce vedere che l'81% degli intervistati si dichiara a favore dell'autonomia. Ma, a ben guardare, a gennaio erano il 76% e nel marzo del 2019 si attestavano al 78%. Come dire: l'autonomia è una questione sedimentata e interiorizzata dalla stragrande maggioranza dei veneti, non derubricabile a sentimentalismi da pandemia.

Diminuzione del senso di identità nazionale, richiesta di autonomia: tutto ciò mette in discussione l'unità nazionale? Non tra i veneti: il 74% dichiara che l'unità della Penisola del 1861 è stato un fatto positivo, sentimento cresciuto di 4 punti percentuali in 10 anni e del tutto equiparabile a quanto rilevato prima dello scoppio della crisi da Coronavirus (75%). In diminuzione coloro che lo ritengono un evento indifferente: nel 2010 era l'8% ad esprimersi in questo modo, mentre oggi la quota si ferma al 5%. Identici a 10 anni fa i giudizi negativi, fermi al 16%.

In Veneto, dunque, negli anni, è cresciuto un sentimento regionale che non sembra mettere in discussione l'appartenenza all'Italia ma che, al contrario, chiede di essere riconosciuto in un'autonomia da comporre all'interno delle istituzioni. La pandemia ha enfatizzato il ruolo delle Regioni, ma non sembra aver indebolito il senso dell'unità nazionale.

Veneti e Italiani, dunque: è un equilibrio tanto prezioso quanto fragile, da trattare con più cura di quella avuta fin'ora.




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 6 e l'8 maggio 2020 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1005 persone (rifiuti/sostituzioni: 4967), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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