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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: FUTURO ALL'ESTERO PER I GIOVANI?

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
FARE CARRIERA? PER 6 SU 10 BISOGNA ANDARE ALL’ESTERO
[di Natascia POrcellato]

C’è un’Italia che continua a crescere: è “l’Italia fuori dall’Italia”, per citare il Rapporto Italiani nel Mondo 2023. Infatti, mentre il suolo patrio continua la sua emorragia di residenti (-0,2% nel 2023 rispetto al 2022), nello stesso periodo di tempo gli iscritti all’AIRE segnano un +2,2%. E, secondo la Fondazione Migrantes che cura il Rapporto, l’Italia che risiede all’estero è sempre più giovane: a crescere, infatti, sono soprattutto le classi d’età dei giovani, dei giovani-adulti e degli adulti maturi.

D’altra parte, è ormai entrato nel senso comune che questo sia un Paese avaro di possibilità per i giovani, anche in aree economicamente sviluppate come il Nord Est. Secondo le analisi di Demos per Il Gazzettino, oggi quasi sei nordestini su dieci (59%) aderiscono all’idea che “per i giovani di oggi che vogliano fare carriera l’unica speranza è andare all’estero”.

Se guardiamo alla serie storica dell’Osservatorio sul Nord Est, inoltre, possiamo osservare come questo orientamento sia cambiato nel tempo. L’idea che i giovani dovessero emigrare per avere una carriera soddisfacente nel 2008 si ferma al 40%, ma già nel 2011 raggiunge il 49% e balza al 59% nel 2013. È nel 2015, però, che viene raggiunto l’accordo massimo (63%), prima di assistere, tra il 2017 e il 2018, a una riduzione di adesioni, quando la condivisione scende rispettivamente al 54 e 50%. Dopo il Covid, tuttavia, sembra rinnovarsi una certa ricerca di opportunità fuori dai confini nazionali: il valore, infatti, risale al 53% nel 2021, e oggi cresce ulteriormente (59%).

In quali settori appare più popolare l’idea che per fare carriera i giovani debbano fare le valigie? Iniziamo dal fattore socioprofessionale: sono soprattutto i disoccupati (86%) a vedere la partenza verso paesi diversi come un’opportunità, ma insieme a loro troviamo anche studenti (64%) e casalinghe (63%), operai (70%) e impiegati (65%). Poco lontano dalla media dell’area, invece, si attestano imprenditori e lavoratori autonomi (57%), mentre al di sotto di questa soglia si fermano liberi professionisti (51%) e pensionati (43%).

Guardando al genere e all’età, poi, emerge come siano più le donne (62%) che gli uomini (57%), e più i giovani (67-75%) che gli anziani (42%), a vedere nell’emigrazione la soluzione per avere una migliore prospettiva professionale.
Considerando congiuntamente le due dimensioni, emerge una certa “assonanza di genere”, soprattutto tra i più giovani, con le donne a guidare la denuncia di mancanza di opportunità. Tra gli under-25, la quota di ragazze che ritiene l’emigrazione l’unica soluzione per avere una carriera raggiunge il 68%, valore affine a quello dei coetanei (67%). Anche tra i 25-34enni osserviamo una tendenza del tutto simile tra donne (76%) e uomini (74%). Le sensibilità cambiano nelle classi più adulte: il tasso di adesione femminile raggiunge l’85% tra le 35-44enni, ed è più alto di 24 punti percentuali rispetto a quello dei coetanei; il 75% tra le 45-54enni (+18 rispetto agli uomini di pari età); il 56% tra le 55-64enni (+9 rispetto ai coetanei). È solo tra gli anziani, infatti, che l’adesione maschile (48%) supera quella femminile (36%).




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 13 e il 17 maggio 2024 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti/sostituzioni: 3.020), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,10% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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