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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST |
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Vendita alcool per asporto (29 luglio 2026)
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Resta alta ma perde quota la consapevolezza sul cambiamento climatico (8 luglio 2026)
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Il Veneto e l'autonomia differenziata (1 luglio 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2002 (giugno 2002 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST |
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - I DISAGIO GIOVANILE
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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IL DISAGIO GIOVANILE? IN AUMENTO PER 8 SU 10 [di Natascia Porcellato]
Giovani più problematici rispetto al passato: questo sembra essere il principale elemento che emerge dalle analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino. L’81% degli intervistati di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia autonoma di Trento, infatti, ritiene che i giovani di oggi siano in uno stato di disagio più profondo rispetto a chi li ha preceduti.
Che le difficoltà dei giovani contemporanei siano più intense, inoltre, sembra essere patrimonio comune delle diverse generazioni. Lo pensano anziani con oltre 65 anni (79%) e adulti (55-64 anni, 84%), persone di età centrale (35-44 anni, 84%) e quanti hanno tra i 45 e i 54 anni (76%). Inoltre, a esserne convinti sono proprio i giovani: l’idea che stiano vivendo una condizione di disagio più profonda rispetto chi li ha preceduti è condivisa dall’81% di quanti hanno meno di 25 anni e dall’85% di coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni.
D’altra parte, in un mondo sempre più connesso, ma paradossalmente individualizzato, il disagio giovanile sta emergendo come una delle sfide sociali più urgenti del nostro tempo. Ansia, solitudine, insicurezza e difficoltà a immaginare un futuro stabile sono solo alcune delle ombre che si allungano sulle giovani generazioni di oggi. Tra pressioni scolastiche, precarietà lavorativa e un’identità spesso frammentata dai social media, molti giovani si sentono smarriti, inascoltati e invisibili. Su questo, le ricerche sono unanimi e segnalano un’impennata di sofferenza da parte dei giovani: una recente indagine del Censis, per esempio, rivela che quasi sei giovani su dieci si sente fragile e solo, più di uno su due ammette di soffrire di stati d’ansia o depressione e uno su tre di attacchi di panico, mentre poco meno di uno su cinque dichiara di avere disturbi del comportamento alimentare. Sempre secondo le analisi dell’istituto fondato da De Rita, inoltre, un giovane su tre è stato in cura da uno psicologo e poco meno di uno su cinque assume abitualmente sonniferi o psicofarmaci.
Ma come si può intervenire per aiutarli? La maggioranza dei nordestini (51%) pensa che sia utile attuare un maggior controllo e supporto alle famiglie in difficoltà, mentre uno su tre (33%) ritiene che sia preferibile aumentare il supporto psicologico nelle scuole; una minoranza (ma non trascurabile, 12%), invece, ritiene siano da intensificare le campagne di sensibilizzazione per la salute mentale.
Come si caratterizzano questi orientamenti nelle diverse età? L’idea che sia preferibile sostenere e affiancare in misura più ampia e efficace le famiglie in difficoltà si fa più ampia tra gli adulti (55-64 anni, 55%) e, in misura ancora più marcata, tra quanti hanno tra i 45 e i 54 anni, dove supera il 60% (precisamente: 64%). Un rafforzamento del presidio psicologico presente nelle scuole, invece, viene caldeggiato in misura maggiore dai giovani tra i 25 e i 34 anni (38%) e dalle persone di età centrale (35-44 anni, 43%). Sono coloro che hanno meno di 25 anni, invece, a puntare sulla realizzazione di campagne di sensibilizzazione per la salute mentale (28%).
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NOTA INFORMATIVA L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 12 e il 17 maggio 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.016 persone (rifiuti/sostituzioni: 6.120), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Paolo Bonanomi hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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