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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL RICORSO ALLA CHIRURGIA ESTETICA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
IL NORD EST E LA CHIRURGIA ESTETICA
[di Natascia Porcellato]

Per migliorare il proprio aspetto fisico e correggere alcune imperfezioni del corpo, lei pensa che potrebbe sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica? È questa la domanda intorno alla quale si sviluppa l’ultimo focus dell’Osservatorio sul Nord Est curato da Demos per Il Gazzettino. L’indicazione principale che emerge dai dati analizzati è una certa resistenza culturale verso questo tipo di pratiche: la maggioranza (assoluta, 72%) dei nordestini si dichiara assolutamente contraria al bisturi per l’estetica, mentre, sul fronte opposto, solo una stretta minoranza (6%) afferma di aver già effettuato almeno un intervento. Il 22%, però, confessa di trovarsi in una condizione di rinuncia forzata: ammette che vorrebbe farlo, ma non può permetterselo dal punto di vista economico.

Quali peculiarità mostrano questi tre orientamenti? Partiamo da quanti rifiutano l’ipotesi di intervenire chirurgicamente sul proprio corpo per ragioni estetiche. Il profilo mostra una presenza superiore alla media di persone di età centrale (45-54 anni, 77%) e anziani con oltre 65 anni (88%), mentre meno estesa sembra essere questa posizione tra gli adulti (55-64 anni, 65%) e quanti hanno tra i 30 e i 44 anni (63%), anche se è tra gli under-30 che la percentuale scende al suo punto più basso (56%). Guardando alla condizione socioprofessionale, invece, emerge un’adesione molto ampia di pensionati (91%) e casalinghe (86%), mentre non lontano dal valore medio si fermano gli impiegati (69%). Al di sotto di questa soglia, invece, ritroviamo operai (55%) e studenti (53%), imprenditori e lavoratori autonomi (56%), liberi professionisti (63%), disoccupati (49%).

Consideriamo ora la minoranza che dichiara di aver già fatto ricorso alla chirurgia per modificare parti del proprio corpo. Dal punto di vista anagrafico, emerge una propensione leggermente più alta tra persone di età centrale (45-54 anni, 9%), mentre professionalmente si distinguono liberi professionisti e impiegati, insieme a disoccupati e operai (tutti intorno al 10-11%), anche se è tra gli imprenditori che la quota di chi ha già fatto ricorso al chirurgo estetico raggiunge il valore più ampio (25%).

Infine, osserviamo come si caratterizzano coloro che il “ritocco” lo vorrebbero, ma non possono permetterselo economicamente. In questa categoria ritroviamo una presenza superiore alla media di giovani con meno di 30 anni (36%), insieme a quanti hanno tra i 30 e i 44 anni (31%) e gli adulti (55-64 anni, 30%). Guardando alla professione, invece, possiamo vedere come questo desiderio sia presente soprattutto tra operai (35%) e disoccupati (40%), liberi professionisti (27%) e studenti (47%). Intorno al valore medio, poi, ritroviamo impiegati (22%) e lavoratori autonomi (19%), mentre i valori tendono a ridursi al di sotto di questa soglia tra casalinghe (14%) e pensionati (9%).

Il bisturi per l’estetica, dunque, resta lontano dall’orizzonte della grande maggioranza dei nordestini. Accanto al rifiuto, però, sembra emergere anche un altro dato. Il desiderio di modificare il proprio corpo non è assente, soprattutto tra i più giovani e i disoccupati: solo che spesso si ferma prima della sala operatoria non per convinzione, ma per ragioni economiche.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 5 e il 10 maggio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 232; sostituzioni: 2542), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1%) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Paolo Bonanomi ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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