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OSSERVATORIO SUL NORD EST - GLI ORIENTAMENTI SU FUTURO NAZIONALE (VANNACCI)

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
L'ELETTORATO DI FUTURO NAZIONALE A NORD EST
[di Natascia Porcellato]

Nel Nord Est, il profilo di Roberto Vannacci sembra crescere, ma resta dentro un perimetro ancora incerto e polarizzato. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, la percentuale di chi gli assegna un voto almeno sufficiente sale dal 23% registrato a gennaio all’attuale 28%. La crescita (+5 punti percentuali) è indicativa della maggiore visibilità di cui ha goduto in questi mesi, ma il passaggio dal consenso al personaggio alla disponibilità di voto per la sua nuova creatura politica appare tutt’altro che scontato.

Oggi, è il 9% dei nordestini a dichiarare che voterebbe per Futuro Nazionale, il partito fondato da Vannacci dopo l’uscita dalla Lega. A questa quota possiamo affiancare il 28% che mostra maggiore titubanza: potrebbe votarlo, pur senza esserne certo al momento. Dall’altra parte, però, la maggioranza (55%) resta molto lontana e afferma che sicuramente non lo voterebbe. Non trascurabile, inoltre, la quota di chi non risponde (8%).

La geografia generazionale è piuttosto chiara. Le maggiori aperture verso la creatura dell’ex Generale sembrano provenire dai giovani under-30: tra di loro, il 13% dice che voterebbe sicuramente per Futuro Nazionale, e il 51% potrebbe farlo. Tra i 30-44enni, invece, il “sì certo” si mantiene intorno al 13%, ma il voto possibile scende al 33%. Nelle fasce centrali, l’attrazione sembra attenuarsi: tra le persone di età centrale (45-54 anni), il voto sicuro è al 10% e quello possibile al 30%, mentre tra i 55-64enni si scende rispettivamente al 6% e al 24%. I più lontani sembrano essere gli anziani over-65: tra di loro, il 5% lo voterebbe certamente, mentre il 12% potrebbe prenderlo in considerazione.

Anche la condizione socioprofessionale mostra un quadro interessante. Il consenso più convinto proviene da liberi professionisti e disoccupati, dove il voto certo raggiunge rispettivamente il 33% e il 16%. Tra gli studenti, invece, questa sicurezza si ferma al 2%, pur con un’area di “voto possibile” piuttosto ampia (47%). Il “potrei votarlo”, inoltre, appare consistente anche tra imprenditori e lavoratori autonomi (40%), operai (39%) e casalinghe (37%).

Il dato politico, infine, conferma una trazione soprattutto interna al centrodestra. Tra chi nel 2022 aveva votato per la Lega, il 22% oggi dichiara che voterebbe sicuramente Vannacci, e il 37% pensa che potrebbe farlo; tra gli elettori di Forza Italia, le due componenti sono al 13% e al 39%, mentre tra quelli di FdI si attestano al 12% e al 33%. Come prevedibile, il richiamo appare più contenuto per chi aveva votato per il centrosinistra o per altre formazioni esterne agli schieramenti. Tra i sostenitori di Azione-Italia Viva, nessun “voto certo” per Futuro Nazionale, mentre il 37% dichiara che potrebbe anche votarlo. Tra gli elettori del Pd, invece, lo voterebbe sicuramente il 4%, mentre il 12% potrebbe farlo; tra quelli di Europa V.-SI, le due componenti sono al 3% e all’8%; tra chi aveva scelto il M5s, si attestano al 7% e al 12%; tra i reticenti, infine, il 5% lo voterebbe certamente e il 29% potrebbe farlo.

Vannacci e Futuro Nazionale, dunque, al momento sembrano suscitare un certo interesse tra i nordestini: un bacino tuttavia non consolidato, e per questo volubile e fragile.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 15 e il 19 giugno 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 9543; sostituzioni: 32344), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1%) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.sondaggipoliticoelettorali.it
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