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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E IL FEDERALISMO FISCALE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
FEDERALISMO FISCALE, PIACE A UNO SU DUE
[di Fabio Bordignon]

Per il 47% avrà effetti positivi, per il 34% non cambierà nulla. Sono queste le principali posizioni espresse dalla popolazione del Nord Est in merito alla legge sul federalismo fiscale, licenziata qualche settimana fa dal parlamento. A prevedere un impatto negativo è una esigua componente della popolazione nord-orientale, mentre sfiora la maggioranza assoluta la quota dei favorevoli alla riforma. Essa raggiunge i livelli più elevati soprattutto tra i veneti, mentre i trentini (in modo coerente con lo statuto speciale della provincia) si attendono poche novità. Sono questi i risultati proposti dall'Osservatorio sul Nord Est, che ha chiesto a un campione di mille persone di prendere posizione rispetto alle norme che ridisegnano i rapporti (finanziari) tra Stato e autonomie locali.
In prima fila, tra gli entusiasti, troviamo senza dubbio (e senza sorpresa) i leghisti. Sono infatti gli elettori del Carroccio a salutare con maggiore trasporto il pacchetto di norme che, poche settimane fa, ha avuto il via libera in Senato. Per prima, del resto, la Lega ha investito sul tema del federalismo, quasi imponendolo alle altre forze politiche. E del federalismo ha fatto la propria bandiera, in modo constante, sebbene attraverso diverse formule e diverse "parole d'ordine": autonomia, indipendenza, secessione, devolution. Sono gli stessi intervistati, del resto, ad individuare nel partito di Bossi l'attore politico che in modo più diretto, negli ultimi anni, ha contribuito a promuovere il progetto federalista (71%). Al secondo posto, ma molto distanziato, il PdL (52%), mentre tutte le altre forze politiche hanno rivestito, agli occhi dell'opinione pubblica nordestina, perlopiù il ruolo di opposizione al federalismo.
I giudizi espressi dagli elettorati, nelle regioni del nord Est, sembrano riflettere solo in parte lo "schieramento" che ha sostenuto l'approvazione della nuova legge. Oltre ai leghisti (67%), sono anche gli elettori del PdL a formulare un giudizio positivo (59%). Ma una quota consistente si osserva anche tra gli elettori dell'opposizione: il 42%, tra i sostenitori dell'Italia dei Valori, i cui parlamentari hanno votato a favore della legge. Più incoerente rispetto alla condotta del proprio partito appare, per converso, l'opinione degli elettori dell'Udc (contrario nella votazione in aula), che nel 49% dei casi approvano il federalismo. Tra chi destina il proprio voto ai partiti dell'opposizione, in generale, non si registrano nette bocciature: a prevalere, semmai, è l'idea che la riforma non introduca novità di rilievo, ma lasci la situazione sostanzialmente inalterata. Del resto, lo stesso Pd ha scelto di defilarsi, sul tema, "premiando" con l'astensione l'integrazione di alcune norme suggerite dal partito nel testo della legge. Il 42% dei suoi elettori, così, si limita a bollare le nuove regole come inefficaci, ma solo il 10% paventa ripercussioni negative.
Nel complesso, tra le persone intervistate dal Demos per Il Gazzettino, la legge sul federalismo riscuote i consensi della maggioranza. Una maggioranza relativa, che sfiora però quella assoluta (47%). Circa un terzo della popolazione, invece, non si aspetta significative novità (34%): del resto, il federalismo fiscale non diventerà operativo da subito, ma prevede una fase transitoria di circa cinque anni. Tra le categorie socio-professionali, sono i lavoratori autonomi e gli imprenditori ad esibire maggiore ottimismo circa l'impatto delle nuove norme (62%), mentre divergenze degne di nota si osservano disaggregando i dati a partire dalla variabile territoriale. E' infatti il Veneto ad esprimere il numero più elevato di giudizi positivi, mentre maggiore freddezza si rileva nella provincia (già) autonoma di Trento.
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 4 e il 6 maggio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1033 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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