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OSSERVATORIO SUL NORD EST - AI GIOVANI SERVE IMPEGNO PER FARE CARRIERA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
PER FARSI STRADA NELLA VITA, PRIMA DI TUTTO L’IMPEGNO
[di Natascia Porcellato]

In Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia autonoma di Trento il futuro dei giovani si gioca tra la fiducia nelle proprie capacità e la crescente apertura all’esperienza diretta. I dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino mostrano che, secondo l’opinione pubblica dell’area, il fattore ritenuto maggiormente determinante affinché i giovani possano “farsi strada nella vita” è l’impegno personale (39%), seguito dalla possibilità di fare esperienze di studio e lavoro, in Italia o all’estero, (20%) e dalla qualità delle scuole e delle università frequentate (13%). Appena fuori da questo ideale podio, poi, ritroviamo due dimensioni legate alla condizione sociale di origine dei giovani come il peso delle conoscenze personali e familiari (11%) e il ruolo della ricchezza familiare (8%), che complessivamente raggiungono il 19%. Più marginali, invece, sembrano essere il peso della fortuna o dell’aspetto fisico, che complessivamente non vanno oltre il 5%.

Il confronto con il 2010, poi, mostra alcuni cambiamenti significativi. Se l’importanza attribuita all’impegno personale e alla qualità delle scuole appare sostanzialmente stabile, osserviamo una decisa crescita del valore assegnato alla rilevanza delle esperienze di studio e lavoro, in Italia o all’estero, che nel corso di questi sedici anni è passata dal 13 al 20% (+7 punti percentuali).
Come si caratterizzano queste opinioni dal punto di vista sociale? Vediamo quali sono i tratti principali che possiamo delineare analizzando le prime 5 indicazioni, che congiuntamente raccolgono oltre il 90% delle opinioni.

Impegno e capacità personali in primo piano (39%). L’idea che i giovani per farsi strada debbano mettere in campo le proprie doti personali e una bella dose di impegno sembra convincere in misura maggiore le persone adulte (49%), insieme a liberi professionisti (54%) e studenti (44%), imprenditori e lavoratori autonomi (70%).
La rilevanza dell’esperienza (20%). Non importa che sia di studio o lavoro, in Italia o all’estero, la centralità dell’esperienza diretta, quella che mette costringe i giovani a mettersi in gioco in prima persona, viene sottolineata soprattutto da quanti hanno tra i 45 e i 64 anni (25-34%), oltre che da operai (25%), casalinghe (31%) e disoccupati (33%).

La qualità di scuole e università (13%). Quanti invece vedono nell’eccellenza formativa il vero valore aggiunto per i giovani sono in misura maggiore adulti (17%) o anziani (18%), mentre dal punto di vista socioprofessionale emerge una presenza più ampia di pensionati (20%).

Tra conoscenze (11%) e ricchezza (8%): il ruolo della famiglia di origine. Conoscenze e ricchezza, separate, non sembrano assumere un ruolo di primo piano; ma se le aggreghiamo (19%), vediamo che il peso della famiglia di origine, pur in leggero calo rispetto al 2010 (-4 punti percentuali), rimane uno dei fattori più rilevanti nell’influenzare il futuro dei giovani. Soprattutto, è interessante che a pensarlo come un elemento dirimente sia il 40% dei giovani nordestini under-30 anni, il 32% di quanti hanno tra i 30 e i 44 anni, e il 28% degli studenti. Interessante, ma soprattutto: triste.


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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