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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E LO STRESS

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
NORDEST SEMPRE PIÙ STRESSATO DA LAVORO, TRAFFICO E FAMIGLIA
[di Natascia Porcellato]

Stress in aumento per la popolazione del Nord Est: sembra essere questa la principale indicazione che emerge dai dati presentati oggi dall'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino. Nel corso dell'ultima rilevazione, infatti, è stato il 34% a dichiararsi, in via generale, "frequentemente" stressato, con un aumento di quasi 10 punti percentuali in un anno. Anche guardando ai settori specifici è possibile osservare un aumento della sofferenza della popolazione dell'area. Oggi lo stress in famiglia colpisce il 15% degli intervistati (+4 punti percentuali rispetto al 2010), mentre il 26% manifesta tensione nel lavoro e nel traffico (in questo caso, gli aumenti sono rispettivamente di 7 e 3 punti percentuali nell'ultimo anno).

«Ogni stress lascia una cicatrice indelebile, e l'organismo paga per la sua sopravvivenza dopo una situazione stressante, diventando un po' più vecchio». Così Hans Selye, medico austriaco e antesignano nello studio dello stress, considerava gli effetti degli eventi negativi sulla vita di ognuno. Ripensando all'anno appena passato, e al forte stress che ha imposto a Veneto, Friuli-Venezia Giulia e alla provincia di Trento, viene da considerare come, nonostante il 2011 sia ufficialmente concluso, dovremo fare i conti con i suoi effetti piuttosto a lungo.

Nel novembre scorso, era oltre un nordestino su tre a dichiararsi frequentemente stressato. In dodici mesi, l'aumento è stato di circa 10 punti percentuali, ma anche il confronto con il 2009 vede un saldo positivo di quasi 5 punti percentuali. Le classi d'età che manifestano maggiormente tensione sono quelle centrali (35-54 anni), mentre guardando al genere vediamo come siano soprattutto le donne a soffrire di stress. Le professioni permettono di meglio precisare i contorni della popolazione stressata: sono soprattutto operai e impiegati, liberi professionisti e imprenditori, oltre alle casalinghe, a mostrare i livelli di affaticamento più elevati.

Consideriamo ora alcuni motivi più specifici di stress-famiglia, lavoro, traffico- e vediamo quali sono le categorie sociali maggiormente sensibili ad ognuno. La famiglia e la casa sono fonte di stress per il 15% degli intervistati. Anche in questo caso, il segno rispetto alla rilevazione precedente è positivo di circa 4 punti percentuali. Guardando ai tratti sociali, osserviamo come siano soprattutto le persone anziane (oltre 65 anni) e le donne a manifestare in misura maggiore il proprio stress rispetto alla situazione familiare. Guardando alle professioni, poi, emergono come più sofferenti di altri gli imprenditori e, soprattutto, le casalinghe.

La tensione relativa all'ambiente lavorativo o scolastico, invece, riguarda oltre un nordestino su quattro (26%, +7 punti percentuali nel corso dell'ultimo anno). Ad essere maggiormente stressati da questa dimensione della vita sono le classi d'età giovani e adulte (fino a 54 anni). Dal punto di vista socio-professionale, invece, vediamo che i livelli più elevati si raggiungono tra coloro che sono impegnati in professioni autonome -imprenditori e liberi professionisti - e gli studenti.

Infine, il traffico: la strada è causa di stress per il 26% degli intervistati, e in aumento, tra il 2010 e il 2011, di quasi 3 punti percentuali. Le classi d'età maggiormente stressate alla guida sono quelle centrali (35-44 anni), mentre, guardando alle professioni, vediamo come siano soprattutto impiegati, liberi professionisti, imprenditori e disoccupati ad essere in tensione per il traffico.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 4-8 novembre 2011 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1025 persone (rifiuti/sostituzioni: 3517), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,06%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.
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