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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST SPACCATO SULLE LIBERALIZZAZIONI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
SOLTANTO METÀ DEL NORDEST CREDE NELLE LIBERALIZZAZIONI
[di Natascia Porcellato]

Nordestini divisi sul fronte liberalizzazioni: è il 49% ad esprimere un giudizio positivo (da 6 a 10) sulle aperture promosse dall'attuale governo, mentre il 51% si pronuncia negativamente. L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demosper Il Gazzettino, vede oggi in primo piano il giudizio dei cittadini dell'area sulle liberalizzazioni promosse dal governo Monti. Oltre al giudizio su quello che si sta facendo, la divisione attraversa anche quello che si sarebbe dovuto fare: il 41% avrebbe voluto interventi più incisivi, mentre il 37% mutamenti più leggeri. Le categorie più colpite sono, a giudizio dei nordestini, autotrasportatori (28%) e taxisti (20%).

Dopo i contrastati tentativi di Bersani e la sostanziale assenza di iniziative del governo Berlusconi, ora tocca a Monti provare a liberalizzare alcuni settori professionali. Dalle farmacie ai taxi, dagli autotrasportatori agli avvocati: come atteso, da quando il primo schema del decreto è stato reso noto, le categorie si sono mobilitate manifestando il proprio disagio. Dopo le proteste l'opinione pubblica del Nord Est si mostra piuttosto divisa.

Il 49% dei rispondenti esprime un giudizio positivo sul decreto liberalizzazioni, e le categorie in cui più di altre è presente questo orientamento sono impiegati, liberi professionisti, studenti e disoccupati. Politicamente, invece, questa riforma viene vista con favore dalla maggioranza degli elettori di tutti i partiti che al momento sostengono il governo Monti (Udc, Pd, Idv, Pdl), oltre che dai simpatizzanti di Sel.

Ma cosa avrebbe dovuto fare il governo? La maggioranza relativa dei nordestini avrebbe voluto un intervento ancora più incisivo (41%, ma sale al 59% tra quanti hanno espresso un giudizio positivo sul decreto liberalizzazioni), mentre il 10% giudica equilibrato l'intervento del governo. Il 37%, invece, avrebbe preferito misure più leggere (e la quota sale al 55% tra coloro che hanno giudicato negativamente la riforma Monti); piuttosto ampia la percentuale di quanti non si esprimono (13%).

Come si caratterizza il profilo dei due orientamenti principali, quelli che avrebbero voluto una "mano più leggera" e coloro che invece auspicavano più aperture? Guardando alla professione, vediamo come impiegati, imprenditori e liberi professionisti siano le categorie che si dichiarano in misura maggiore a favore di liberalizzazioni più estese, mentre operai, studenti, casalinghe e disoccupati avrebbero preferito più gradualità. Dal punto di vista politico, invece, osserviamo come dagli elettori di Pd, Idv, Udc e Mov. 5 Stelle venisse la richiesta per uno sforzo ancora maggiore, mentre i simpatizzanti della Lega Nord avrebbero preferito più cautela. Gli elettorati del Pdl e di Sel, infine, appaiono particolarmente divisi tra questi due orientamenti.

Quali sono le categorie più colpite? Al primo posto ci sono i trasportatori (28%), seguiti da taxisti (20%) e commercianti (13%). A distanza, poi, ritroviamo farmacisti (7%) e professionisti (5%). Del tutto marginali sono coloro che ritengono banche (2%) o assicurazioni (meno dell'1%) i settori più colpiti. Guardando all'influenza delle professioni nell'espressione del giudizio, vediamo come siano soprattutto gli operai e le casalinghe a indicare gli autotrasportatori, mentre i taxisti sono indicati in misura maggiore da impiegati, imprenditori, liberi professionisti e studenti. I commercianti sono considerati i più colpiti da impiegati e disoccupati, mentre farmacisti e professionisti ottengono la solidarietà di liberi professionisti, studenti e disoccupati. Quello che emerge, però, è anche un certo disorientamento: quasi un nordestino su quattro (24%) non indica una categoria.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 6-8 febbraio 2012 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1039 persone (rifiuti/sostituzioni: 2828), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,03%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.
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