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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST HA POCA FIDUCIA IN SINDACATI E ASSOCIAZIONI DELLE IMPRESE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
A NORDEST FIDUCIA IN RISERVA PER SINDACATI E IMPRENDITORI
[di Fabio Turato]


Il lavoro e la sua rappresentanza sono i due temi che hanno caratterizzato il dibattito pubblico di questi ultimi mesi. Dopo le opinioni sull'articolo 18 della settimana scorsa, l'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi per Il Gazzettino, si occupa oggi della fiducia verso sindacati e associazioni degli imprenditori. Il quadro complessivo è piuttosto critico. Circa un nordestino su cinque ha molta o moltissima fiducia nell'azione di Cisl-Uil, uno su quattro nei confronti della Cgil, mentre il 28% degli intervistati si fida delle organizzazioni imprenditoriali. Tuttavia, guardando la serie storica, vediamo come sia proprio la riserva di fiducia verso le associazioni degli imprenditori a ridursi in modo più consistente nell'ultimo periodo: infatti, dal 33% del dicembre del 2009 si è passati all'attuale 28%, con un calo di ben 5 punti percentuali. Al contrario i consensi per Cgil e Cisl-Uil restano stabili, anche se piuttosto bassi.

La disaffezione per sindacati e associazioni delle imprese trova le sue ragioni principali nei cambiamenti sociali occorsi a Nord Est e nella sua economia in affanno. In particolare i giovani mostrano maggiore fiducia per le associazioni d'impresa piuttosto che per il sindacato. Infatti, il 32% degli under-34 ha molta o moltissima fiducia nell'azione delle organizzazioni degli imprenditori, contrariamente ai bassi favori espressi dalla stessa classe d'età nei confronti della Cgil e di Cisl-Uil. Gli intervistati al di sopra dei 65 anni evidenziano una visione molto diversa di queste organizzazioni. Infatti, il 28% ha molta o moltissima fiducia nell'operato delle associazioni imprenditoriali, mentre una quota sostanzialmente analoga crede nell'azione della Cgil, dove la fiducia sale al 28% già a partire dai 55 anni.

Le diverse sensibilità generazionali risultano ancora più evidenti nell'analisi delle categorie socio-professionali. Il 36% degli studenti ha molta o moltissima fiducia nelle associazioni imprenditoriali e solo il 21% si fida della Cgil (il 24% di Cisl-Uil). Tra i pensionati, invece, il 30% prova moltissima o molta fiducia nelle organizzazioni dell'impresa e quasi la stessa percentuale si fida della Cgil, mentre per Cisl-Uil i consensi scendono al 19%. Va aggiunto come il grado di fiducia espresso dagli operai verso le associazioni d'impresa (24%) sia equivalente -se non superiore- a quello riservato ai sindacati (23% per Cgil e 16% per Cisl-Uil). Un risultato che sottolinea come la tradizionale difesa sindacale del mondo operaio sia ormai in profonda crisi. Anche perché la fiducia verso il sindacato espressa dal vasto mondo delle «nuove professioni» indica come i liberi professionisti ripongano un gradimento maggiore nelle associazioni degli imprenditori (37%), piuttosto che verso la Cgil (18%) o Cisl-Uil (13%). In questo quadro, gli impiegati e i funzionari sono l'unica categoria socio-professionale che guarda a tutte e tre le organizzazioni di rappresentanza con il grado di fiducia più consistente (36% per le associazioni d'impresa, 28% per la Cgil e 24% per Cisl-Uil ).

Infine, rileviamo ancora oggi come l'influenza della politica sia piuttosto importante. Tra gli elettori di Pd e Sel, infatti, la riserva di fiducia verso la Cgil sale intorno al 48%, e anche tra i simpatizzanti dell'Idv si attesta poco sotto al 41%. Di segno contrario appare, invece, il gradimento per le associazioni di imprenditori: in questo caso, è tra gli elettori di Pdl (39%), Udc (41%) e Lega Nord (44%) che possiamo ritrovare il consenso più ampio.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 6-8 febbraio 2012 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1039 persone (rifiuti/sostituzioni: 2828), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,03%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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