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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: I GIOVANI PENSANO ALL'ESTERO PER LA LORO CARRIERA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CARRIERA SÌ, MA VIA DAL NORDEST. PER SEI SU DIECI È MEGLIO ALL'ESTERO
[di Natascia Porcellato]

Andarsene all'estero: sembra essere questa la via principale per i giovani che vogliono fare carriera. L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, si occupa delle prospettive di affermazione lavorativa delle giovani generazioni. Quasi sei nordestini su dieci (58%) sono molto o moltissimo d'accordo con l'idea che "per i giovani di oggi che vogliano fare carriera l'unica speranza è andare all'estero"; nel 2008 era il 40% a mostrare lo stesso grado di accordo.
Secondo l'inchiesta di Sergio Nava per la trasmissione di Radio24 "Giovani talenti", sono circa 60mila le persone che nel 2011 hanno lasciato l'Italia, e di queste quasi la metà (46%) ha meno di 40 anni (elaborazioni su dati Aire). A fuggire sono soprattutto gli uomini, ma tra i 20-30enni la mobilità femminile appare più alta rispetto alla generazione successiva. Due terzi degli under-40 si dirige verso Paesi europei, in testa Germania e Regno Unito. Le regioni che offrono il contributo maggiore sono Lombardia (4.800 persone), Veneto (2.600) e Sicilia (2.400).

Visto in questa prospettiva, con il Veneto seconda regione per emigrazione giovanile, il fatto che nel Nord Est sia divenuta maggioritaria (58%) l'idea che i giovani debbano andare all'estero per avere una prospettiva lavorativa e di carriera soddisfacente appare (quasi) una conseguenza degli eventi.

La serie storica mostra come questa convinzione si sia fatta strada nel corso del tempo: nel 2008 era il 40% a dirsi convinto della necessità di andare all'estero per la carriera dei giovani, e ancora nel 2011 la quota si attestava intorno al 49%. Con l'attuale, abbondante superamento della soglia del 50%, viene alla luce un progressivo sconforto rispetto alle possibilità che il Nord Est offre alle giovani generazioni, avvicinandolo in questo caso al sentimento diffuso tra i connazionali. Infatti, mentre in passato Nord Est e Italia apparivano divisi rispetto a questa percezione, nell'ultima rilevazione disponibile è emersa una sensibilità più affine (rispettivamente: 58 e 59%).

Tra i nordestini, chi appare maggiormente convinto della necessità di partire? Soprattutto i più giovani: tra gli under-25, infatti, l'idea che si debba andare a cercare una carriera lavorativa all'estero coinvolge il 78%, ma anche tra quanti hanno tra i 25 e i 44 anni è largamente diffusa (intorno al 65%).

Se consideriamo età e genere in modo congiunto, possiamo ottenere ulteriori indicazioni. Sono soprattutto le donne a dirsi convinte dell'esigenza di andare all'estero per fare carriera: tra le under-24, infatti, questo orientamento sfiora il 90%, mentre i coetanei si fermano al 68%; inoltre, tra quelle che hanno tra i 25 e i 34 anni si raggiunge il 74%, mentre gli uomini della stessa età si attestano al 57%. Possiamo osservare un'inversione di tendenza tra quanti hanno tra i 35 e i 44 anni: in questo caso sono gli uomini (72%) a mostrare il maggiore accordo con l'affermazione proposta rispetto alle donne (57%). Nella classe d'età successiva (45-54 anni), invece, torniamo a distanze simili a quelle che abbiamo già apprezzato in precedenza, con le donne più propense a immaginare un futuro all'estero per i giovani rispetto agli uomini (rispettivamente: 62 vs 42%).

Guardando al livello di istruzione, poi, vediamo come siano soprattutto coloro che sono in possesso di un diploma o una laurea (65%) a considerare l'emigrazione l'unica possibilità di carriera per i giovani. Professionalmente, infine, ritroviamo una presenza superiore alla media di studenti e disoccupati (76-77%), ma questa opinione appare piuttosto diffusa anche tra impiegati (63%) e imprenditori (70%).

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 31 maggio-4 giugno 2012 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1008 persone (rifiuti/sostituzioni: 3615), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Mauro Vullo ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.
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