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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E I PROBLEMI DELLA SCUOLA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
POCHI SOLDI, DOCENTI MODESTI, ECCO DI CHE SOFFRE LA SCUOLA
[di Natascia Porcellato]

Finita la pausa estiva, questa settimana riprende la scuola e, con la riapertura dei cancelli, possiamo ipotizzare anche il ritorno di problemi e polemiche. L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, oggi indaga intorno ai problemi della scuola visti dai cittadini di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. La questione più grave individuata dagli intervistati è la mancanza di fondi (33%), mentre è poco meno di un nordestino su quattro a indicare la bassa qualità degli insegnanti (23%). Il 16%, poi, ritiene che l'urgenza sia lo scarso collegamento tra scuola e mondo del lavoro.

Osservava Pietro Calamandrei che "trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere". Sarà per questo ruolo centrale che molti degli esecutivi che si sono succeduti nel tempo hanno cercato di modificare l'impianto dell'istruzione nazionale. Il governo Monti non sembra fare eccezione, e così, dopo quasi 13 anni, il ministro Profumo ha annunciato nei giorni scorsi il ritorno del concorso per l'assunzione di 11mila nuovi insegnanti. Inoltre, ha esplicitato l'intenzione di rendere questo strumento l'unica via di accesso all'insegnamento. Reazioni e critiche non sono mancate, ma, in attesa di sapere dal bando quali saranno i criteri per l'ammissione e lo svolgimento del concorso, questa settimana la scuola riapre, con tutte le sue questioni, per lo più irrisolte.

Quali sono i problemi più gravi secondo i nordestini? Circa uno su tre individua nella mancanza di fondi per la didattica (33%) la prima urgenza, seguita dalla scarsa qualità dei docenti (23%) e dal basso collegamento con il mondo del lavoro (16%). La mancanza di sostegni alle famiglie meno abbienti è invece la questione centrale per l'11% degli intervistati, seguita dal bullismo (8%) e dall'arretratezza dei programmi (4%).
Guardando alla serie storica, vediamo come la mancanza di risorse sia il tema che, nel tempo, ha attratto sempre maggiori consensi, consolidandosi come questione prioritaria. Rispetto all'anno scorso, infatti, la crescita è di 3 punti percentuali, ma guardando al 2005 l'incremento supera i 10. Anche la bassa qualità degli insegnanti segna un netto aumento (+6 punti percentuali) rispetto al 2011, mentre, nello stesso arco temporale, appaiono stabili le indicazioni verso la mancanza di sostegni alle famiglie povere e la violenza negli istituti. Un trend negativo rispetto all'anno scorso è invece segnato sia dal collegamento con il mondo del lavoro che dall'inadeguatezza dei programmi (rispettivamente: -3 e -4 punti percentuali).

Come si caratterizzano dal punto di vista sociale le diverse indicazioni? Consideriamo i primi tre problemi, che insieme raccolgono oltre il 70% delle indicazioni. La mancanza di risorse per la didattica è indicata soprattutto da giovani e adulti (fino a 44 anni), mentre dal punto di vista socio-professionale ritroviamo una presenza superiore alla media di operai, studenti e impiegati. La bassa qualità degli insegnanti, invece, è la questione prioritaria degli anziani over-65, oltre che di imprenditori, disoccupati e pensionati. Lo scarso collegamento con il mondo del lavoro, poi, è il indicato in misura maggiore da adulti (45-54 anni), impiegati, disoccupati e liberi professionisti.

Vediamo, infine, l'influenza della politica. La mancanza di fondi per la didattica raccoglie la maggioranza relativa dei consensi degli elettori di Pd, Idv, Lega Nord e Mov. 5 Stelle. La scarsa qualità degli insegnanti, invece, viene indicata soprattutto dai simpatizzanti del Pdl, mentre gli elettori dell'Udc uniscono la critica alla qualità del corpo docente a quella verso lo scarso collegamento con il mondo del lavoro.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 6-8 settembre 2012 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1008 persone (rifiuti/sostituzioni: 5243), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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