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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E LE ELEZIONI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
QUANDO È MEGLIO VOTARE? NORD EST SPACCATO A METÀ
[di Natascia Porcellato]

Quando è meglio votare? La domanda attraversa politica e società da quasi un anno, da quando il governo Monti si è insediato ed è iniziata l'esperienza dei "tecnici" alla guida del Paese. I cittadini di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento appaiono profondamente divisi su questo argomento, come mostrano i dati dell'Osservatorio sul Nord Est curato da Demos per Il Gazzettino. Il 17% degli intervistati ritiene che sia preferibile votare il prima possibile, anche questo autunno. Quattro nordestini su dieci, invece, pensano sia meglio farlo alla scadenza naturale del Parlamento, nella primavera prossima. È oltre il 37%, però, a ritenere che la scelta migliore sia lasciare che il governo Monti lavori, sospendendo le elezioni fino alla fine della crisi. Piuttosto consistente, infine, la quota di coloro che non si esprimono (6%).

Le elezioni politiche dovrebbero tenersi nella prossima primavera, ma il panorama è ancora piuttosto confuso. La sfida per la leadership del centrosinistra appare già affollata. Con le candidature di Renzi, Puppato, Civati, Vendola, Tabacci e Bersani alle prossime elezioni primarie, è ufficialmente partita la corsa per la leadership del centrosinistra. Ma ancora non si conoscono le regole con cui si voterà e i confini della coalizione. Il centrodestra appare altrettanto diviso e incerto nelle alleanze, con l'ombra della passata leadership di Berlusconi e il ruolo incerto di Alfano alla guida di un partito, il Pdl, che potrebbe cambiare nome in vista dell'appuntamento elettorale. E poi, ancora: la Lega per la prima volta senza Bossi, il ruolo dei partiti centristi, il Movimento 5 Stelle, e tutti gli outsider che nei prossimi mesi potrebbero scendere in campo. Insomma, lo scenario politico, almeno in termini di offerta, appare ancora tutto da costruire. In mezzo a tanta incertezza, come si orienta la popolazione nordestina rispetto ai tempi del voto?

Circa il 17% vorrebbe votare il prima possibile, già il prossimo autunno. Sono in misura maggiore i giovani e gli adulti (fino a 44 anni) a posizionarsi su questa idea. Dal punto di vista socio-professionale, invece, sono operai, liberi professionisti, studenti e disoccupati a mostrarsi più sensibili di altri al voto anticipato. Politicamente, poi, ritroviamo soprattutto gli elettori dei partiti "all'opposizione" (Idv, Lega Nord), o non ancora presenti in Parlamento (Mov. 5 Stelle), a sostenere questa scelta.
La maggioranza relativa dei nordestini (40%), invece, ritiene che sia meglio votare la primavera prossima, alla scadenza naturale della legislatura. Questo orientamento appare presente in misura maggiore tra le persone adulte e anziane (oltre 55 anni) e tra imprenditori e lavoratori autonomi (presso cui supera il 60%). Guardando all'influenza della politica, invece, osserviamo come siano soprattutto i sostenitori di Pd e Pdl a preferire il voto nella primavera prossima: tra loro, infatti, la quota di consenso verso questa ipotesi supera il 55%.

Infine, consideriamo quanti vorrebbero sospendere le elezioni fino alla fine della crisi e lasciare che sia il governo Monti a guidare le sorti del Paese. È oltre un nordestino su tre (37%) a ritenerla la scelta migliore, e questa posizione è presente soprattutto tra persone giovani o di età centrale (35-54 anni), oltre che tra operai, impiegati e disoccupati. Dal punto di vista politico, invece, sono in misura maggiore gli elettori dell'Udc, o coloro che guardano ai partiti "minori", a sostenere l'idea di sospendere le elezioni a tempo indeterminato e lasciare al suo posto il governo attuale.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 6-8 settembre 2012 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1008 persone (rifiuti/sostituzioni: 5243), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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