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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST CREDE NELL'UNITÀ D'ITALIA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
IL NORDEST SI SENTE PIÙ ITALIANO. OTTO SU DIECI APPROVANO L'UNITÀ
[di Natascia Porcellato]

Qual è il giudizio dei cittadini di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento sull'unità d'Italia? L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, indaga oggi intorno al rapporto dei cittadini dell'area con i fatti che hanno portato all'unità della Nazione. I giudizi positivi si attestano all'81%, mentre la quota di quanti hanno una visione negativa si ferma poco sotto l'11%. Una posizione più neutra, che non esprime un giudizio né positivo né negativo, è espressa dal 4% degli intervistati, e una quota analoga non risponde al quesito.

Complici, forse, i festeggiamenti per il 150° anniversario dell'unità d'Italia che hanno caratterizzato il 2011, osserviamo che i giudizi positivi rispetto all'unione nazionale segnano una netta crescita rispetto al 2010. Due anni fa, infatti, era il 71% a mostrare apprezzamento verso l'unità d'Italia: oggi la quota è salita all'81%, con un aumento di 10 punti percentuali. Al contrario, i giudizi negativi sono scesi dal 16% all'attuale 11%. In calo anche quanti non esprimono un parere né positivo né negativo (dal 7 al 4%) e coloro che non rispondono (dal 6 al 4%).

Se guardiamo i diversi territori che compongono il Nord Est, osserviamo come questi mostrino un diverso rapporto con tale questione. È nella provincia di Trento che si raccolgono i maggiori favori rispetto all'unità nazionale (84%), mentre la visione negativa coinvolge il 12% dei trentini. In Veneto è l'82% degli intervistati a giudicare positivamente l'unità d'Italia, mentre meno del 9% la ritiene negativa. Più contenuto, ma comunque molto ampio, il favore rilevato in Friuli-Venezia Giulia (77%), anche se in questa regione i giudizi negativi salgono al 17%.

Se consideriamo il fattore generazionale, poi, vediamo come siano soprattutto i giovani e gli adulti ad esprimere i giudizi positivi più ampi. Tra gli under-24, infatti, il consenso per l'unità d'Italia è intorno all'86%, mentre sale all'88-89% tra coloro che hanno tra i 25 e i 44 anni. Un apprezzamento inferiore alla media dell'area, per quanto largamente maggioritario, è rintracciabile tra gli adulti (55-64 anni, 77%). Tra gli anziani, invece, la quota di consenso verso l'unità d'Italia si contrae ulteriormente (68%), ed è sempre tra gli over-65 che possiamo osservare la percentuale più ampia di giudizi negativi (16%), e di persone che non hanno un'opinione precisa (8%) o che preferiscono non rispondere (9%).

Infine, consideriamo l'influenza della politica. I giudizi positivi raggiungono la quasi totalità tra gli elettori dell'Idv (98%) e del Pd (91%). Intorno alla media dell'area si colloca, invece, l'apprezzamento verso l'unità d'Italia dei sostenitori di Movimento 5 Stelle (83%). Anche coloro che sono vicini all'Udc mostrano giudizi positivi vicini alla media (81%), ma tra loro è anche presente una quota di critici non trascurabile (15%).

Gli elettori che più di altri mostrano distacco verso l'unità d'Italia sono quelli del Pdl e della Lega Nord. In questi settori di elettorato, infatti, gli apprezzamenti si contraggono rispettivamente al 79% e 76%, e tendono a salire le percezioni ostili. Il 20% dei simpatizzanti del Pdl, infatti, giudica negativamente l'unità d'Italia; lo stesso orientamento coinvolge il 14% dei leghisti, ma a questi possiamo affiancare il 7% che mantiene un atteggiamento neutrale.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 6-8 settembre 2012 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1008 persone (rifiuti/sostituzioni: 5243), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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