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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST RISPARMIA SEMPRE MENO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
A NORD EST ORA PUÒ RISPARMIARE SOLO IL 15% DELLE FAMIGLIE
[di Natascia Porcellato]

Famiglie in difficoltà, risparmi prosciugati: sembra essere questa l'indicazione principale che emerge dai dati presentati da Demos all'interno dell'Osservatorio sul Nord Est pubblicato su Il Gazzettino. Oggi, infatti, è circa il 15% degli intervistati a dichiarare di essere riuscito a mettere da parte dei soldi, mentre la metà (50%) ha solo "tirato avanti". Oltre un nordestino su quattro (26%) è stato costretto a ricorrere ai risparmi accantonati in passato, mentre quasi il 9% è in una situazione ancora più difficile: ha dovuto chiedere un prestito (6%) oppure ha speso sia i soldi messi da parte che quelli derivanti da prestiti (3%).

Gli indicatori dello stato di salute economica del Paese mostrano ancora uno stato di accentuata sofferenza: disoccupazione, cassa integrazione, contrazione dei consumi, nuove tasse. In questo quadro, non stupisce che la propensione al risparmio mostrata in passato dagli italiani stia venendo meno.

Come in Italia, anche nelle regioni del Nord Est registriamo una progressiva difficoltà delle famiglie. Nell'ultima rilevazione di Demos, è il 15% a dichiarare di aver messo da parte dei soldi nel corso dell'ultimo anno: rispetto allo scorso anno, la diminuzione è di circa 3 punti percentuali, ma guardando al 2004 vediamo come il calo sia di più del doppio (7 punti). Puntando l'attenzione su chi ha solo "tirato avanti", invece, osserviamo che la dinamica nel corso del tempo mostra delle variazioni interessanti. Se tra il 2004 e il 2006 è circa il 52% a trovarsi in questa situazione, tra il 2007 e il 2008 la quota cresce fino ad arrivare al 56%. Tra il 2011 e il 2012, invece, assistiamo a una contrazione che porta la quota all'attuale 50%. Invece, è stato costretto a intaccare i risparmi messi da parte in passato oltre un rispondente su quattro (26%). Qui possiamo rilevare gli aumenti più consistenti: guardando a un anno fa, vediamo un innalzamento di oltre 5 punti percentuali, ma, spostando l'attenzione sul 2004, l'aumento è di oltre 7. Circa il 9%, poi, versa nella situazione più complessa, avendo preso dei soldi in prestito oppure speso sia i soldi risparmiati che quelli derivanti da prestiti.

È possibile tracciare dei profili in relazione alle diverse situazioni? Se guardiamo al fattore anagrafico, vediamo come siano soprattutto i giovani con meno di 35 anni (e specialmente coloro che hanno tra i 15 e i 24 anni) a dichiarare di aver messo da parte dei soldi. Gran parte delle altre classi, invece, dichiara di aver soprattutto "tirato avanti" (65 anni e più), oppure di aver "tirato avanti" e utilizzato i risparmi (35-44 anni) o ancora di aver "tirato avanti" e chiesto soldi in prestito (45-54 anni).

Anche dal fattore professionale possiamo trarre indicazioni utili. Se la maggioranza degli operai ha semplicemente "tirato avanti", i tecnici uniscono questa condizione ad un certo risparmio, mentre le casalinghe alla necessità di attingere alle riserve accantonate in passato. Studenti e disoccupati mostrano una certa propensione al risparmio, ma questi ultimi appaiono più divisi, dato che una quota consistente ha dovuto ricorrere alle riserve accumulate in passato. I due comportamenti in apparente contrasto sono probabilmente da ricondurre all'inizio e alla durata dello stato di mancanza di lavoro. Appaiono maggiormente in difficoltà, invece, coloro i quali non dispongono di un reddito fisso: tra i liberi professionisti, oltre la metà dichiara di aver dovuto ricorrere ai soldi risparmiati in passato, e oltre la metà degli imprenditori e dei lavoratori autonomi ha o intaccato i risparmi, o chiesto soldi in prestito, o speso i soldi derivanti da prestiti o risparmi.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 6-8 settembre 2012 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1008 persone (rifiuti/sostituzioni: 5243), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Fabio Turato, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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