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OSSERVATORIO SUL NORD EST - I GIOVANI DEL NORD EST E IL LAVORO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
GIOVANI, VOGLIA DI FUGA ALL'ESTERO E SEMPRE MENO FIDUCIA NELLA LAUREA
[di Natascia Porcellato]

Giovane, ambizioso, laureato? Allora meglio emigrare. Secondo quanto emerge dall'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, l'idea di "assaggiare" il gusto della partenza sembra essere sempre meno rara. Oggi, quasi sei nordestini su dieci (59%) ritengono che "Per i giovani di oggi che vogliano fare carriera l'unica speranza è andare all'estero". Un dato molto ampio, ma d'altra parte le previsioni, per chi rimane in Italia, appaiono fosche: il 68% pensa che "Al giorno d'oggi avere una laurea non assicura un lavoro ben pagato".

Se Radio24 -la radio di Confindustria, il principale organo di rappresentanza degli imprenditori- da qualche anno ha uno spazio specificatamente dedicato ai giovani italiani all'estero (La fuga dei talenti, curato da Sergio Nava), l'idea di partire sembra farsi sempre più tangibile. Anche perché in questo programma, oltre ad ascoltare le storie di chi parte, si può intravedere il Paese in crisi che questi si stanno lasciando dietro.

D'altra parte, se la laurea non sembra assicurare un lavoro ben pagato - posizione stabilmente sostenuta e condivisa da oltre il 60% dei nordestini negli ultimi 4 anni e che oggi sfiora il 68% -, non stupisce vedere che l'idea di andarsene e lasciare tutto è divenuta maggioritaria anche nel Nord Est. Nel 2008, era il 40% a sostenere che per i giovani desiderosi di far carriera fosse necessario andare all'estero. Nel corso degli anni, la quota è progressivamente cresciuta per arrivare, oggi, a superare il 59%: un aumento di 19 punti percentuali in 5 anni.

Chi è maggiormente orientato a guardare con occhio critico alle possibilità che offre il Paese? L'idea che al giorno d'oggi una laurea non assicura un lavoro ben pagato è presente soprattutto tra coloro che sono in possesso di un livello di istruzione alto, mentre supera il 70% in gran parte dei settori professionali. Operai e impiegati, imprenditori e liberi professionisti, studenti e disoccupati: sembrano tutti uniti nell'accusare la scarsa redditività del titolo accademico. Chi, invece, pensa più frequentemente alla fuga dall'Italia? L'idea che si debba andare all'estero per fare carriera è presente in misura maggiore tra coloro che hanno un livello di istruzione medio, oltre che tra operai, impiegati, studenti e disoccupati. Dal punto di vista del genere, non emergono particolari distinguo nelle due posizioni, ma considerando questa dimensione assieme all'età possiamo cogliere ulteriori indicazioni molto interessanti.

Infatti, è tra le donne che si coglie la maggiore consapevolezza della scarsa garanzia che offre la laurea oggi: questo orientamento è particolarmente marcato tra coloro che hanno tra i 15 e i 54 anni, ma supera l'80% tra le classi d'età più giovani e adulte (25-44 anni). D'altra parte, è noto che le donne lavorano di più e vengono pagate meno dei propri colleghi: secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea, nel 2010 in Italia il differenziale salariale tra i generi è stato del 5.3%.
Come stupirsi, quindi, se sono proprio le donne le prime a pensare di andarsene? Ed è appunto tra di loro che sembra essere maggiormente presente l'idea che per fare carriera bisogna emigrare. Questo orientamento arriva a coinvolgere oltre 3 ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni su quattro (77%), mentre tra i ragazzi della stessa età il dato si ferma 10 punti percentuali più in basso, al 67%. Della stessa entità, infine, è anche la distanza che separa le donne tra i 25 e i 34 anni dai coetanei (69% vs 58%).

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 15-17 gennaio 2013 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1010 persone (rifiuti/sostituzioni: 3842), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,07%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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