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OSSERVATORIO SUL NORD EST - SCIOPERO FISCALE?

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
NORD EST: 7 SU 10 FAVOREVOLI ALLO SCIOPERO FISCALE
[di Natascia Porcellato]

Tornano a salire l’insofferenza e la stanchezza dei cittadini di fronte alla pressione tributaria. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, infatti, quasi sette nordestini su dieci (69%) si dichiarano moltissimo o molto d’accordo con l’idea che «oggi è necessario proclamare uno sciopero fiscale perché le tasse sono insopportabili». Il dato segna una netta risalita rispetto al 64% rilevato nel 2024 e al 62% del 2023, riallineandosi al picco già registrato nel 2017 (69%) e avvicinandosi al massimo storico del 2013, quando l’adesione aveva raggiunto il 73%.

Ma come cambia questa posizione nei diversi settori sociali? Dall’analisi, sembra emergere prima di tutto una forte trasversalità: raramente, infatti, l’adesione scende al di sotto della maggioranza assoluta. Se guardiamo al fattore generazionale, vediamo che la protesta trova la massima popolarità tra i rispondenti di 30-44 anni (83%), mentre si posizionano intorno alla media dell’area i giovani tra i 18 e i 29 anni (69%). Al di sotto di questa soglia, invece, si fermano coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (64%), gli adulti (55-64 anni, 65%) e gli anziani (64%). Guardando al titolo di studio, invece, osserviamo come l’esasperazione tenda a diminuire al crescere della scolarizzazione: la necessità di un'azione forte contro le tasse è condivisa dal 70-72% di chi possiede al massimo un diploma e dal 55% di ha terminato un percorso universitario.

L’analisi della condizione socioprofessionale, poi, fa emergere altre peculiarità interessanti. Ad invocare lo sciopero fiscale sono soprattutto gli operai (83%) e i lavoratori autonomi (76%), ma intorno al valore medio dell’area si fermano disoccupati (71%), studenti (71%) e casalinghe (66%). Al di sotto di questa soglia, invece, si fermano pensionati (65%) e liberi professionisti (58%), insieme a tecnici e impiegati (64%).

È guardando alla politica, tuttavia, che affiorano le differenze più marcate. L’idea di una ribellione fiscale unisce in larga parte la base del centrodestra di Governo, a cominciare dalla Lega, dove il favore raggiunge l’88%, seguita da Forza Italia (85%), mentre appare più contenuto il sostegno proveniente dagli elettori di Fratelli d’Italia (62%). Al di fuori del perimetro dell’attuale maggioranza parlamentare, ma rimanendo nell’area di centrodestra, rileviamo il 60% registrato tra i simpatizzanti di Futuro Nazionale. Tra le altre opposizioni, invece, l’insofferenza verso l’imposizione fiscale sembra farsi vivace tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (61%) e di Alleanza Verdi Sinistra (74%), mentre tende a dividere quanti guardano al Partito Democratico (54%). Il distacco più ampio, però, proviene da chi si riconosce nella formazione guidata da Carlo Calenda: è tra gli elettori di Azione, infatti, a che registriamo l’adesione minima all’idea che sia giunto il tempo di uno sciopero fiscale (36%). Significativo, infine, è che la condivisione raggiunga il 78% tra quanti sono incerti o reticenti.

La sensazione, però, è che, più che un piano di disobbedienza civile, questa sia una (ennesima) spia d’allarme: il grido di un territorio dove il lavoro non manca, ma i conti sempre più spesso faticano a tornare.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 15 e il 19 giugno 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 9543; sostituzioni: 32344), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1%) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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