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Sciopero fiscale? (7 ottobre 2026)
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Il futuro dei giovani preoccupa? (30 settembre 2026)
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IL VENETO È UNA LINGUA? (23 settembre 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL FUTURO DEI GIOVANI PREOCCUPA?
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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CRESCE ANCHE NEGLI ADULTI LA PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DEI GIOVANI [di Natascia Porcellato]
“Oggi gli adulti si preoccupano del futuro dei giovani molto meno di un tempo”? Sì, secondo quanto emerge dai dati elaborati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino. Più di un rispondente su due (53%) si dichiara moltissimo o molto d’accordo con l’opinione proposta, certificando una percezione di disimpegno intergenerazionale che raggiunge in questa occasione il suo picco.
Guardando alla serie storica, infatti, possiamo osservare come questa convinzione sia cresciuta nel corso del tempo. Nel 1998, a condividere tale giudizio era il 28% dei nordestini. La quota è poi salita lentamente: 31% nel 2002, 38% nel 2007, 44% nel 2011, fino a toccare il 47% nel 2013. Dopo una fase di parziale assestamento (41-42% tra il 2016 e il 2021), la curva è tornata ad alzarsi: 45% nel 2023, 48% due anni fa, fino al record odierno del 53%. In altre parole, in quasi trent’anni la quota di chi percepisce degli adulti noncuranti verso i giovani sembra essere sostanzialmente raddoppiata.
Come si configura questo disincanto dal punto di vista sociale? Guardando all’età, emerge con evidenza come la sensazione di solitudine sia più forte proprio tra i diretti interessati: tra i giovani di 18-29 anni e tra quanti hanno tra i 30 e i 44 anni il valore tocca il livello più alto (57%). L’accordo scende poi intorno alla soglia del 50% tra le persone di età centrale (45-54 anni) e tra gli adulti (55-64 anni, 49%), mentre torna a salire tra gli anziani con oltre 65 anni (53%). Se consideriamo l’influenza del titolo di studio, possiamo osservare come la condivisione tenda ad indebolirsi con l’aumento del livello di scolarizzazione: l’adesione raggiunge il 58% tra quanti hanno al massimo la licenza media, si attesta al 49% tra i diplomati e si ferma al 44% tra chi ha completato il percorso universitario.
Analizzando la condizione socioprofessionale, poi, emergono ulteriori indicazioni. L’idea che tra gli adulti si sia fatta strada una maggiore indifferenza per il futuro dei giovani tocca il punto più alto tra i disoccupati (80%), ma raccoglie un consenso molto alto anche tra gli studenti (67%). Non lontano dalla media dell’area, invece, si fermano liberi professionisti (53%) e casalinghe (56%), pensionati (55%) e lavoratori autonomi (51%), mentre al di sotto di questa soglia si fermano operai e impiegati (entrambi 48%).
Se allarghiamo lo sguardo all’orientamento politico, i distinguo si fanno più marcati, ma sembrano ignorare i tradizionali confini che separano i partiti di centrodestra da quelli di centrosinistra. La quota di chi ravvisa un minor impegno degli adulti verso i giovani, infatti, è largamente maggioritaria tra i sostenitori di Forza Italia (68%), della Lega (61%), di Azione (58%) e del Movimento 5 Stelle (56%). Al di sotto della media d’area, invece, si fermano gli elettori del Partito Democratico (50%), di Fratelli d’Italia (48%), di Alleanza Verdi Sinistra (45%) e di Futuro Nazionale (39%).
Il patto intergenerazionale mostra segnali di evidente fragilità, dunque. Resta da capire se il Nord Est saprà riannodare quel filo di responsabilità verso i più giovani, o se questo disincanto sia destinato a trasformarsi in una distanza permanente.
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 15 e il 19 giugno 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 9543; sostituzioni: 32344), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1%) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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