demos & PI
contatti area riservata
RAPPORTO GLI ITALIANI E LO STATO OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE IL MONDO A NORDEST MONITOR ITALIA LE INDAGINI EUROPEE
ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST
Sciopero fiscale?
(7 ottobre 2026)
vedi »
Il futuro dei giovani preoccupa?
(30 settembre 2026)
vedi »
IL VENETO È UNA LINGUA?
(23 settembre 2026)
vedi »
ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA
X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza
(21 luglio 2011 - file pdf)
vedi »
ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO
Rapporto 2005
(giugno 2005 - file pdf)
vedi »
Rapporto 2004
(gennaio 2004 - file pdf)
vedi »
Rapporto 2002
(giugno 2002 - file pdf)
vedi »
ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST
Rapporto 2007
(gennaio 2007 - file pdf)
vedi »
Rapporto 2005
(gennaio 2005 - file pdf)
vedi »
ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE
A causa della crisi troppi non si curano
(25 marzo 2026)
vedi »
Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto
(15 maggio 2015)
vedi »
Il Veneto e la lega
(9 marzo 2015)
vedi »
OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL VENETO È UNA LINGUA?

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
IL VENETO È UNA LINGUA? PER I VENETI SÌ
[di Natascia Porcellato]

«Il veneto è una vera e propria lingua e andrebbe riconosciuta e tutelata come il sardo, il ladino, il friulano, eccetera»? Sì, secondo i nordestini. A pensarla così infatti è una solida maggioranza di veneti: quasi due su tre (il 65%) si dichiarano infatti moltissimo o molto d’accordo con questa affermazione. Si tratta però di un’opinione che appare condivisa da tutto il Triveneto, trovando riscontro anche nella maggioranza assoluta di chi risiede nella Provincia autonoma di Trento (53%) e in Friuli-Venezia Giulia (51%).

Questa sembra essere l’indicazione principale che emerge dai dati elaborati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, che fotografano un sentimento radicato non solo all’ombra di San Marco, ma diffuso ??" seppure con sfumature diverse ??" nell’intero Triveneto. Non una semplice parlata quotidiana o un retaggio del passato, dunque, ma un patrimonio identitario da proteggere per legge. D’altra parte, guardando alla serie storica, l’attaccamento all’idioma regionale mostra un percorso di progressivo consolidamento: nel 2019 a reclamare tutele formali era il 54% dei veneti, salito al 63% nel 2021 e arrivato al picco del 68% nel biennio 2023-2024, prima di assestarsi sull’attuale 65%.

A spingere per il riconoscimento non sono solo i nostalgici. L’analisi demografica rivela una convinzione diffusa in quasi tutte le fasce d’età: tra gli over-65 e nella classe 45-54 anni il favore raggiunge il 70-71%, ma anche tra i 30-44enni si attesta al 67%. Fanno eccezione i 55-64enni (55%) e soprattutto gli under-30, tra i quali il consenso si ferma al 50%.

Significativi i distinguo legati all’istruzione e al contesto abitativo. La domanda di tutela sembra crescere al diminuire del titolo di studio: tocca il 71% tra chi ha la licenza media, scende al 60% tra i diplomati e si riduce al 51% tra i laureati. Allo stesso modo, il legame con la parlata locale è più vivo nei centri intermedi e minori: nelle realtà tra i 15 e i 50 mila abitanti, il sì al riconoscimento della lingua veneta sfiora il 72%, nei comuni più piccoli si attesta al 67%, mentre nelle città con oltre 50 mila residenti scende al 51%.

Se sul piano sociale prevale una sostanziale trasversalità, è considerando l’orientamento politico che emergono le differenze più evidenti. La richiesta di riconoscimento e tutela della lingua veneta trova un largo consenso tra quanti sono vicini alle forze di centrodestra: la quota raggiunge l’84% tra i sostenitori di Forza Italia, si attesta al 79% tra quelli della Lega, tocca il 76% nell’elettorato di FdI e il 68% tra chi guarda a Futuro Nazionale. L’adesione appare invece decisamente più contenuta tra gli elettori delle formazioni attualmente all’opposizione: il favore, infatti, si ferma al 38% tra chi voterebbe per il PD o Azione, mentre scende al 35% tra quanti sono vicini a AVS; fa parziale eccezione, tuttavia, chi sostiene il M5S (62%).

Tra tentazione di memoria e proiezione contemporanea, la tutela della lingua veneta continua a interrogare la comunità regionale: non idioma destinato a restare confinato nel passato, ma patrimonio identitario che attraversa il presente per guardare a domani.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 15 e il 19 giugno 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 9543; sostituzioni: 32344), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1%) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

home  |  obiettivi  |  organizzazione  |  approfondimenti  |  rete demos & PI  |  partner  |  privacy step srl  ::  p. iva 02340540240