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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST È ANCORA PESSIMISTA SULL'USCITA DALLA CRISI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CALMA PIATTA A NORD EST, SOLO UNO SU QUATTRO VEDE LA RIPRESA
[di Natascia Porcellato]

Il futuro? Una grande incognita: questo sembra essere l'elemento principale che emerge dai dati presentati oggi all'interno dell'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino. Nei diversi settori analizzati da Demos, infatti, le attese positive appaiono sempre limitate, mentre tende a prevalere la quota di chi presume un peggioramento o non si aspetta mutamenti significativi. Per un miglioramento dell'economia nel corso del prossimo anno propende poco più di un nordestino su quattro (26%), mentre è il 21% ad attendersi un progresso della situazione in termini di sicurezza personale e ordine pubblico. Reddito e pressione fiscale, invece, sembrano essere i settori in cui è più difficile guardare con "lenti rosa": per entrambi, l'ottimismo è limitato al 14% degli intervistati.

L'atteggiamento dell'opinione pubblica verso il futuro è fondamentale per delineare l'andamento stesso del futuro. Un'attesa positiva, infatti, tende a far crescere la fiducia. E una fiducia alta si traduce in crescita dei consumi e investimenti nel medio o lungo periodo. La predisposizione psicologica dei cittadini, dunque, influenza le decisioni che vengono prese quotidianamente. Per questo, i dati che presentiamo oggi sono tanto interessanti: nel pensare al futuro, l'opinione pubblica del Nord Est sembra essere piuttosto circospetta, mentre l'ottimismo fatica a diffondersi in modo deciso.

Quali attese per l'economia? Il 47% non si attende grandi cambiamenti o non risponde alla domanda, mentre il 27% azzarda un pronostico negativo. Il 26% dei nordestini, invece, si attende che l'economia migliori nei prossimi mesi: guardando al passato, vediamo che questo orientamento è superiore sia a quanto registrato nel 2001 (20%) sia al dato rilevato nel 2006 (24%). L'attesa per un futuro economico migliore tende poi a crescere tra i giovani tra i 25 e i 34 anni (29%), oltre che tra coloro che hanno più di 55 anni (30-35%). Dal punto di vista socio-professionale, poi, i più speranzosi sono gli impiegati (29%), gli imprenditori (32%) e i pensionati (40%).

Un peggioramento dell'ordine pubblico e la sicurezza, invece, viene indicato dal 27% degli intervistati, mentre oltre uno su due (52%) ritiene che non ci saranno grandi mutamenti o non sa fare una previsione. Gli ottimisti, in questo caso, sono limitati al 21% dei nordestini: qualche punto al di sotto del 25% registrato nel 2001, ma rispetto al 2006 (17%) la platea dei fiduciosi appare un po' più consistente. In questo caso, sono le persone di età centrale (45-54 anni, 31%) o adulte (55-64 anni, 28%) o con oltre 65 anni (27%) ad attendersi un miglioramento in tal senso. Guardando alle professioni, invece, rileviamo che sono soprattutto i pensionati (32%) a scommettere su un miglioramento della sicurezza, affiancati, in misura più contenuta, da operai e imprenditori (entrambi 26%).

Reddito e pressione fiscale, infine, sono i due settori in cui appare più ridotta la percentuale di ottimisti: è il 14%, infatti, a pensare che ci saranno miglioramenti. Osservando la serie storica, le tendenze sono del tutto simili: per entrambi, il saldo è negativo rispetto a quanto registrato nel 2001, ma emerge una maggiore positività guardando al 2006. Diversi, poi, sono i tratti degli ottimisti dei due settori. L'attesa che il reddito migliori appartiene soprattutto a persone giovani e di età centrale (25-54 anni, 17-25%), oltre che a operai (21%) e imprenditori (20%), liberi professionisti (29%) e disoccupati (34%). Su una riduzione della pressione fiscale, invece, scommettono soprattutto adulti e anziani (18%), oltre a operai (17%), pensionati (23%) e imprenditori (25%).

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 18-20 aprile 2016 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1001 persone (rifiuti/sostituzioni: 8023), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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