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OSSERVATORIO SUL NORD EST - VENETO: LA MAGGIORANZA RITIENE UTILE IL REFERENDUM SULL'AUTONOMIA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
REFERENDUM UTILE PER DUE VENETI SU TRE
[di Natascia Porcellato]

Nelle settimane che precedono la consultazione del 22 ottobre, in un clima reso teso dalla recente decisione del Governo di impugnare la legge regionale che impone l'esposizione della bandiera di San Marco fuori da ogni ufficio pubblico, l'Osservatorio sul Nord Est si concentra proprio sul Veneto e sul tema della rappresentanza degli interessi regionali. Secondo i dati rilevati da Demos per Il Gazzettino, non emerge un orientamento ben definito. Poco più di un intervistato su cinque (21%), infatti, ritiene necessari partiti in grado di difendere gli interessi regionali mentre il 20% invoca la piena indipendenza del Veneto. Le soluzioni maggiormente preferite, però, sono due e sono sostanzialmente appaiate: il 27%, infatti, ritiene che sia necessario eleggere parlamentari migliori e una quota analoga auspica una maggiore autonomia.

E proprio sulla richiesta di maggiore autonomia si troveranno ad esprimersi gli elettori veneti tra meno di un mese. Dato che, esclusa qualche piccola formazione contraria o che invita all'astensione, comitati e forze politiche si sono apertamente schierati per il sì, la vittoria appare quasi scontata. La sfida si sposta quindi sul versante della partecipazione: la validità della consultazione, infatti, dipende dal superamento del quorum.

Al di là del quesito in sé, a cosa serve davvero il referendum del 22 ottobre? Il 36% dei veneti intervistati da Demos pensa che la consultazione serva per rafforzare il Veneto nella futura trattativa con lo Stato, mentre il 30% lo considera soprattutto uno strumento espressivo, attraverso cui i veneti possono dire una volta per tutte come la pensano sull'autonomia. Una minoranza, poi, lo ritiene una manovra per accrescere il consenso della Lega Nord (14%) o di Zaia (9%). Appare ampia (11%) l'area dell'incertezza, segno della difficoltà dell'opinione pubblica ad esprimersi sulla questione.

Come si caratterizzano dal punto di vista sociale le diverse visioni del referendum? Coloro che lo vedono come strumentale al rafforzamento della posizione del Veneto nella futura trattativa con lo Stato sono in misura maggiore persone tra i 25 e i 44 anni (43-50%), mentre una funzione più espressiva viene indicata soprattutto da coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni (45-47%). Tra i più giovani, invece, tende a crescere l'idea che il referendum serva più ad accrescere il consenso verso Zaia o la Lega (34-37%), mentre tra gli over-65 prevale l'incertezza (37%).

Se consideriamo il fattore socio-professionale, invece, emerge che sono soprattutto liberi professionisti (52%) e casalinghe (41%), impiegati e disoccupati (entrambi 46%), oltre agli studenti (40%) a ritenere il referendum un mezzo per rafforzare la posizione della Regione. Un operaio su due, invece, lo giudica uno strumento di espressione di volontà dei veneti, mentre è tra tecnici (31%) e imprenditori (48%) che cresce l'idea che sia solo un modo per aumentare il consenso di Zaia o dalla Lega.

Infine, consideriamo la variabile politica. Tra gli elettori del M5s prevale l'idea che il referendum sia una modalità di rafforzamento della posizione della Regione (53%) o che sia uno strumento offerto ai veneti per dire la propria sull'autonomia (35%). I sostenitori della Lega, invece, si dividono tra l'idea che la consultazione del 22 ottobre sia una possibilità di espressione dei veneti (49%) e quella che costituisca uno strumento da usare sul tavolo di trattativa con lo Stato (45%). Più critiche le posizioni dell'elettorato del FI: tra di loro, infatti, la quota di chi giudica il 22 ottobre solo uno spot per Zaia o la Lega sale complessivamente al 33%. La medesima idea raggiunge il 38% tra i sostenitori del PD e il 50% tra chi guarda ai partiti minori.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 4-7 settembre 2017 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1024 persone (rifiuti/sostituzioni: 5091), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.06% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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