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Il passaggio dalla giovinezza all'età adulta (13 maggio 2026)
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Il Nord Est e il senso del primo maggio (29 aprile 2026)
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL PASSAGGIO DALLA GIOVINEZZA ALL'ETÀ ADULTA
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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A NORD EST SI DIVENTA ADULTI A 35 ANNI, COMPRANDO CASA [di Natascia Porcellato]
Il confine che separa la giovinezza dall’età adulta si è fatto, nel tempo, sempre più mobile e sfumato: quella che un tempo era una soglia definita piuttosto chiaramente, da tappe precise, oggi appare come un percorso lungo e, spesso, periglioso. Secondo le ultime analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, l’idea che ha l’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia di Trento su quando (e per quale motivo) si diventa adulti è profondamente mutata rispetto a soli 15 anni fa. Nel 2011, infatti, l’età media in cui si riteneva terminata la giovinezza era ferma a 31 anni, mentre oggi è balzata a 35 anni.
Più nel dettaglio, la quota di chi pensa che si diventi adulti prima dei 20 anni è crollata dal 25% del 2011 all’attuale 11%, mentre appare sostanzialmente stabile la componente che colloca l’inizio dell’età adulta prima dei 30 anni (46-47%). A essere cresciuta, invece, è la schiera di chi sposta l'inizio dell’età adulta molto in avanti: oggi, infatti, il 24% dei nordestini ritiene che si “diventi grandi” solo tra i 30 e i 40 anni (+8 punti percentuali rispetto al 2011), l’11% fissa questo traguardo tra i 40 e i 50 e il 9% oltre i 50 (rispettivamente, +5 e +3 punti percentuali rispetto al 2011).
Ma cosa definisce, davvero, la fine della giovinezza? Il “posto fisso”, pur restando un pilastro per il 30% degli intervistati, ha perso il suo primato (era al 38% nel 2011). Il momento simbolicamente più rilevante, oggi, ha le sembianze di una casa in cui si va a vivere: l’autonomia abitativa. Indicata dal 38% dei nordestini, in crescita di 21 punti percentuali rispetto al 17% rilevato quindici anni fa, sembra essere questo il nuovo rito per entrare nel mondo degli adulti. Gli altri passaggi tradizionali, invece, sembrano perdere centralità: terminare gli studi (7%, mentre nel 2011 arrivava al 15%), sposarsi o andare a convivere (12%, -3 punti percentuali rispetto a quindici anni fa); avere un figlio (14%) appaiono infatti stabili o in declino.
L’analisi per fasce d’età, poi, mostra sfumature interessanti. Tra gli under-30 appare più presente l’idea che sia l’arrivo di un figlio a segnare l’ingresso nell’età adulta (22%), così come tra quanti hanno tra i 45 e i 54 anni (20%). Le persone di età centrale (30-44 anni) e quanti hanno tra i 55 e i 64 anni, invece, tendono a enfatizzare maggiormente il ruolo dell’indipendenza abitativa (43%). In questo scenario, dunque, compiere 35 anni diventa la nuova “linea d’ombra”, il momento in cui, probabilmente, si viene riconosciuti come adulti. Ma l’immagine che emerge dai dati mostra un Nord Est in cui diventare adulti non coincide più con una data precisa, né con un solo rito sociale definito e condiviso. Il lavoro conta ancora, certo; la famiglia non scompare, anzi; gli studi restano una tappa importante, è vero: il centro, però, sembra essersi spostato verso la concreta e fattiva autonomia individuale. La giovinezza, dunque, smette di essere un dato anagrafico per farsi stato di attesa: una lunga sospensione in cui l'essere “adulti davvero” non coincide più con un compleanno, ma con la capacità di sostenere il peso della propria indipendenza.
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 5 e il 10 maggio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 232; sostituzioni: 2542), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Paolo Bonanomi ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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