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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST |
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Il passaggio dalla giovinezza all'età adulta (13 maggio 2026)
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PROGRAMMI IN STREAMING (6 maggio 2026)
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Il Nord Est e il senso del primo maggio (29 aprile 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2002 (giugno 2002 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST |
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - PROGRAMMI IN STREAMING
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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LA VISIONE IN STREAMING AUMENTA ANCHE A NORD EST [di Natascia Porcellato]
Il consumo culturale, nel Nord Est come nel resto del Paese, sta vivendo una trasformazione profonda, segnata dalla pervasività delle piattaforme streaming. Le ultime analisi Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino sembrano delineare un panorama in cui questi portali Video On-Demand non sono più una novità, ma una realtà consolidata e diffusa che potrebbe ridisegnare le abitudini del tempo libero.
Attualmente, quasi sei nordestini su dieci (57%) dichiarano di essere abbonati ad almeno un servizio di streaming come Netflix, Disney+ o Prime Video, solo per citarne alcuni. Di questi, inoltre, il 34% possiede più di un abbonamento, a dimostrazione di una composizione di contenuti sempre più varia e personalizzata. Tuttavia, esiste anche una quota (quasi altrettanto) ampia di “resistenti” alle piattaforme: il 43%, infatti, dichiara di non avere alcun abbonamento attivo. Questa componente, inoltre, sale drasticamente tra gli over-65, arrivando all’87%: la frattura generazionale è, come prevedibile, il tratto distintivo di questo cambiamento. Tra i giovani tra i 18 e i 29 anni e quanti hanno tra i 30 e i 44 anni, infatti, lo streaming, è la norma, riguardando complessivamente l’84-85% (e, tra questi, vale la pena sottolineare che il 52%-55% ha più sottoscrizioni). Anche tra le persone di età centrale la presenza di almeno un abbonamento appare molto ampia (76%), mentre supera (di un soffio, 51%) la maggioranza assoluta tra gli adulti.
Guardando alla condizione socioprofessionale, poi, possiamo vedere che le piattaforme streaming risultano particolarmente diffuse tra impiegati e studenti (entrambi 84%), insieme a operai (75%) e imprenditori (67%), disoccupati (87%) e liberi professionisti (67%). All’opposto, invece, è tra casalinghe e pensionati che possiamo trovare il record di persone che non hanno abbonamenti attivi (rispettivamente, 65 e 82%).
Questa pervasività digitale si riflette direttamente sulle preferenze di visione? Sembra di sì: quando si tratta di guardare un film, quasi un nordestino su due (49%) preferisce farlo a casa, proprio tramite lo streaming, il 19% indica il cinema come luogo d’elezione, mentre il 32% si divide equamente tra le due modalità.
Guardiamo anche in questo caso al fattore anagrafico: le classi che mostrano un attaccamento superiore alla media al Grande Schermo sembra essere proprio quella degli anziani con oltre 65 anni (39%), insieme a quanti hanno tra i 55 e i 64 anni (24%). I giovani tra i 18 e i 29 anni, invece, pur essendo i maggiori consumatori di tecnologia, mostrano un’apertura ibrida: il 51%, infatti, dichiara di apprezzare “entrambi allo stesso modo”, segno che l’esperienza della sala cinematografica, pur dovendo competere con la comodità del divano, non è affatto morta.
Il Nord Est, dunque, più che diviso tra il vecchio cinema e le nuove piattaforme, sembra piuttosto attraversato da abitudini ibride. Lo streaming ha conquistato la quotidianità, è innegabile; il cinema, però, anche se non è più l’unica porta d’accesso ai film, continua a rappresentare un’esperienza distinta, che pare in grado di resistere anche nell’era dell’ecosistema del divano.
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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