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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E IL SENSO DEL PRIMO MAGGIO
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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IL PRIMO MAGGIO A NORD EST [di Natascia Porcellato]
Cosa resta, oggi, del 1° Maggio? In un territorio che corre e produce come quello nordestino, il significato della Festa dei Lavoratori riflette le profonde trasformazioni sociali in atto. Secondo le analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, la ricorrenza, più che un monolite identitario, sembra essere un prisma che restituisce immagini diverse a seconda di chi guarda. La maggioranza (relativa, 34%) giudica il 1° Maggio soprattutto un momento fondamentale di riflessione sui diritti dei lavoratori, mentre il 25% interpreta la giornata attraverso la lente della memoria, considerandola un ricordo delle lotte operaie del passato. Un intervistato su cinque (20%), poi, la intende come una giornata di svago e riposo, mentre è il 18% a liquidarla come una celebrazione ormai sostanzialmente retorica.
Come cambiano questi orientamenti in base all’età? La vocazione “impegnata” della festa, che guarda alla riflessione sui diritti, interessa soprattutto gli over-65 (43%), così come quella legata al ricordo delle lotte operaie, che coinvolge, insieme agli anziani (36%), anche gli adulti (37%). I più giovani, invece, sembrano più propensi a considerare il 1° Maggio una giornata di svago (26%), e insieme a loro ritroviamo anche quanti hanno tra i 30 e i 44 anni (24%) e le persone di età centrale (30%). Parzialmente sovrapposta sembra essere anche la caratterizzazione di chi giudica il 1° Maggio una celebrazione sostanzialmente retorica, che vede una presenza superiore alla media di under-30 (24%) e di quanti hanno tra i 45 e i 54 anni (25%).
Anche l’analisi in base alle categorie socioprofessionali offre spunti di riflessione interessanti. I più convinti dell’importanza riflessiva della giornata sono gli studenti (47%) e i pensionati (46%). L’idea che il 1° Maggio sia soprattutto un ricordo di lotte passate, invece, sembra convincere in misura maggiore liberi professionisti (36%) e pensionati (34%). L’accento su svago e riposo, poi, sembra provenire soprattutto dai disoccupati (30%), oltre a operai e impiegati (entrambi 26%), e sono sempre questi ultimi, insieme a chi è in cerca di occupazione, a giudicarla una ricorrenza sostanzialmente retorica (rispettivamente, 24 e 22%).
Consideriamo, infine, il fattore politico. Per l’elettorato del Partito Democratico (53%) e di Alleanza Verdi Sinistra (59%), il 1° Maggio resta un baluardo per i diritti; anche i sostenitori del Movimento 5 Stelle mettono l’accento sulla medesima dimensione (45%), ma una quota consistente guarda anche allo svago (24%). Appare del tutto peculiare la visione di chi è vicino ad Azione, che mette insieme il ricordo delle lotte operaie del passato (39%) con il rischio-retorica (23%). Nel centrodestra, invece, emergono sfumature diverse: per i sostenitori di Fratelli d’Italia è più consistente la riflessione sui diritti (34%), tra quelli di Forza Italia prevale il dubbio della retorica (31%), mentre gli elettori della Lega mettono l’accento sulla dimensione del ricordo (36%).
In questo scenario, tra chi onora l’attualità e chi rispolvera la storia, chi cerca il relax e chi non nasconde un certo cinismo, emerge il profilo di una comunità che certamente non intende rinunciare al Primo Maggio, ma fatica a trovarvi un senso univoco.
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NOTA INFORMATIVA L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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