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OSSERVATORIO SUL NORD EST - A NORD EST UNA PERSONA SU TRE STRESSATA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
STRESSATO QUASI UNO SU TRE, MA NEL 2008 ERANO DI PIÙ
[di Natascia Porcellato]

Secondo lo scrittore e giornalista Stefano Bartezzaghi, "gli orologi facevano tic e tac; quelli di oggi fanno stress e relax, stress e relax". Dove sono, dunque, oggi, le lancette dell'orologio del Nord Est? Puntano, per molti, sullo stress. Secondo i dati elaborati da Demos per Il Gazzettino, infatti, poco meno di un intervistato su tre (32%) dichiara di essere frequentemente stressato: questa, pertanto, risulta una condizione che interessa abitualmente una quota importante di popolazione.

Guardando alla serie storica dell'Osservatorio sul Nord Est, possiamo osservare come la percentuale di stressati sia variata nel tempo. Nel 2007, era il 38% dei nordestini a dichiararsi frequentemente sotto pressione, e una quota sostanzialmente uguale (39%) ribadiva la medesima condizione l'anno successivo. Una certa diminuzione possiamo invece osservarla tra il 2009 e il 2010: in questo biennio, infatti, la popolazione che manifesta una generale, ma frequente, pressione scende rispettivamente al 30 e 24%. Nel 2011, però, osserviamo una ripresa che, fino ad oggi, non si è più ritratta: in questi sette anni, infatti, la percentuale di persone stressate è oscillata tra il 32 e il 34%.

A mostrare i maggiori segni di difficoltà legati allo stress sono i giovani con meno di 25 anni (43%). Una quota superiore alla media di rispondenti in questa condizione la ritroviamo anche tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni (37%), ma la frequenza massima viene raggiunta tra le persone di età centrale (35-44 anni, 46%). Intorno alla media dell'area, invece, è l'incidenza dello stress tra gli adulti (34%), mentre scende sotto al 20% tra coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni (18%) e tra gli over-65 (19%).

Ora, consideriamo l'influenza del genere: in linea generale, osserviamo che sono soprattutto le donne (36%), più che gli uomini (29%), a vivere frequentemente in una condizione di stress. Se al genere però associamo la condizione socio-professionale, emergono ulteriori indicazioni interessanti. Le studentesse appaiono più stressate (41%) dei propri compagni di banco (22%), e anche tra le pensionate la pressione appare generalmente più alta (21%) rispetto agli uomini parimenti ritirati dal lavoro (4%).

Tra gli uomini, invece, il maggiore stress deriva dalla disoccupazione (60%), e lo è ancor più di quello collegato alla condizione lavorativa (35%). Per le donne, invece, vale l'esatto opposto: la condizione di lavoratrice le mette sotto pressione molto più (53%) dello stato di disoccupazione (38%) o dell'esclusivo impegno nelle faccende di casa e famiglia (24%).

Tornano alla mente le parole di Golda Meir, la prima donna a ricoprire la carica di Premier d'Israele tra il 1969 e il 1974: "al lavoro, pensi ai bambini che hai lasciato a casa. A casa, pensi al lavoro che hai lasciato incompleto. Una tale lotta si scatena dentro di te. Il tuo cuore è lacerato". Una lacerazione che, in tutta evidenza, non accenna a ricucirsi neanche tra le donne nordestine di oggi.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 19-24 gennaio 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1011 persone (rifiuti/sostituzioni: 5153), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.08% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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