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OSSERVATORIO SUL NORD EST - MALTEMPO NOVEMBRINO IN VENETO - SONDAGGIO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
MOSE: SOLO PER UNO SU 4 È UN'OPERA FONDAMENTALE
[di Natascia Porcellato]

"Duri ai banchi" è l'espressione più in uso in Veneto nelle ultime settimane. Aggrapparsi, tenere duro. Mentre l'acqua alta continua ad affacciarsi, una prima conta dei danni subiti dalle aree della Regione colpite dal maltempo arriva a oltre 150 milioni di euro. Oggi, l'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, si concentra sulla percezione dell'attenzione mediatica e della solidarietà che i veneti hanno avuto in queste settimane.

Lo spazio che televisioni, quotidiani e radio locali hanno dedicato agli effetti del maltempo è stato giudicato adeguato dall'87% dei veneti. Il confronto, in questo caso, è con il 2010, l'anno dell'alluvione nelle province centrali della Regione: 130 comuni toccati, 500.000 persone coinvolte e due vittime a Vicenza, città che aveva visto il 20% del centro invaso dall'acqua. Quasi 10 anni fa, l'apprezzamento per i media locali era stato ugualmente positivo (84%). Giornali, telegiornali e radio nazionali, invece, erano apparsi molto meno attenti: nel 2010, solo il 44% aveva valutato come adeguato lo spazio dedicato a quanto era accaduto tra fine ottobre e i primi di novembre, mentre oggi il giudizio appare decisamente più positivo (88%).

Nelle settimane scorse, subito dopo aver comunicato una prima stima dei danni, il Governatore Zaia ha annunciato querele contro chi, sui social, aveva pubblicato messaggi offensivi contro i veneti. Ma, al di là delle polemiche, quanta solidarietà hanno avvertito i veneti? Decisamente più che nel 2010. Nove anni fa, era il 38% a dichiarare di aver sentito molta o abbastanza vicinanza da parte degli italiani, mentre in questa circostanza la percentuale sale al 67%. Parallelamente, si dimezza la quota di chi ha percepito un certo distacco del resto della nazione. Nel 2010, era il 54% a pensare che i propri connazionali fossero poco o per niente solidali: la stessa opinione si ferma oggi al 27%.
Dall'eccezionale alta marea che il 12 novembre scorso ha sommerso oltre il 70% del centro di Venezia, uno dei temi più dibattuti riguarda il MOSE, il sistema di dighe mobili in fase di ultimazione che dovrebbe proteggere la laguna. L'opera, iniziata nel 2003, già costata oltre 5 miliardi di euro e che dovrebbe entrare in funzione nel 2021, sarà davvero utile? I veneti appaiono divisi. Il 24% pensa che il MOSE sia fondamentale per la sopravvivenza di Venezia, il 40% ritiene che farà qualcosa, ma senza risolvere il problema, e il 25% lo giudica completamente inutile.

L'orientamento politico sembra influenzare il giudizio sul MOSE e ogni settore mostra una posizione peculiare. Tra gli elettori del M5s (42%) o chi guarda ai partiti minori (32%) tende a crescere la componente che giudica l'opera inutile. La metà di chi voterebbe per il Pd, invece, giudica la sua realizzazione non risolutiva. Chi guarda al partito di Renzi, poi, si divide tra quanti pensano sarà utile (62%) e coloro (38%) che la ritengono fondamentale per la sopravvivenza della laguna, opinione presente in misura maggiore anche tra chi voterebbe per FdI (30%) o Lega (31%).




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 18 e il 21 novembre 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1002 persone (rifiuti/sostituzioni: 4373), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.10% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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