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Scende la fiducia in papa Leone XIV (1 aprile 2026)
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Ai giovani serve impegno per fare carriera (18 marzo 2026)
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Cosa resta delle Olimpiadi di Milano Cortina (11 marzo 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2002 (giugno 2002 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST |
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST E PENSIONI
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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PENSIONI, CRESCE L’ALLARME. FIDUCIA NEI FONDI PRIVATI [di Natascia Porcellato]
La difficoltà di immaginarsi a 70 anni è probabilmente il primo scoglio da superare; il secondo è avere la piena percezione dell’ammontare dell’assegno mensile INPS e dello stile di vita che questo consentirà. Superati questi due, però, la strada dovrebbe essere tutta in discesa e portare direttamente a bussare alla porta di un fondo pensione integrativo privato. Il futuro da pensionati, infatti, per come è stato disegnato in Italia, si appoggia su due gambe, una pubblica e una privata: esaurita la fase della pensione retributiva, con l’ingresso nel sistema contributivo non c’erano alternative per accompagnare i lavoratori a costruirsi una vecchiaia economicamente più serena.
A che punto siamo con questi temi in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e in Provincia di Trento? Guardando ai dati dell’Osservatorio sul Nord Est di Demos, vediamo che, tra gli intervistati, è largamente presente la convinzione che in futuro la pensione pubblica o non ci sarà più (21%) o non sarà adeguata (64%), mentre è solo il 14% a pensare che l’assegno erogato dall’INPS sarà sufficiente. Rispetto al 2005, i valori odierni mostrano una piccola rivoluzione culturale: la convinzione che la pensione pubblica sarà soddisfacente, infatti, si è dimezzata (dal 27 al 14%), mentre è cresciuta di 20 punti percentuali (dal 44 al 64%) la quota di quanti prevedono sarà insufficiente.
La convinzione che non ci sarà più la pensione pubblica è diffusa soprattutto tra le donne (28%), mentre per età e livello di istruzione si distingue una certa trasversalità. L’idea che l’assegno ci sarà, ma sarà scarso, invece, appare più popolare tra gli uomini (75%), quanti hanno meno di 44 anni (69-70%) e sono in possesso di un diploma (71%) o una laurea (70%). L’idea che la pensione pubblica ci sarà e sarà sufficiente, invece, sembra ancora presente in misura superiore alla media tra gli intervistati tra i 45 e i 54 anni (17%) o over-65 (20%) e tra quanti hanno conseguito al massimo la licenza media (17%).
Ma è la pensione integrativa la risposta? La percentuale di chi la ritiene una scelta poco o per niente utile si ferma all’11%, mentre il 61% la ritiene funzionale e il 27% arriva a definirla una strada obbligata. Se è vero che non sembra ancora essere del tutto diffusa la consapevolezza della necessità della pensione integrativa, è altrettanto vero che, guardando al 2005, si può apprezzare un certo cambiamento culturale. In questi vent’anni, infatti, ad essere cresciuta, passando dall’11 al 27% (+16 punti percentuali) è proprio la componente di chi ritiene indispensabile la pensione integrativa.
In quali categorie è particolarmente presente questo tipo di consapevolezza? L’idea che sia necessario sottoscrivere una pensione integrativa privata è più radicata tra gli under-34 (34%), le persone di età centrale (30%) e quanti hanno tra i 45 e i 64 anni (36-37%). Guardando al livello di istruzione, invece, vediamo che questa prospettiva è condivisa soprattutto da chi è in possesso di un diploma (35%) o una laurea (34%). Infine, consideriamo il fattore socioprofessionale: l’idea che un fondo pensione integrativo sia necessario è presente soprattutto tra studenti (35%), disoccupati (47%) e impiegati (36%).
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 12 e il 17 maggio 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.016 persone (rifiuti/sostituzioni: 6.120), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Paolo Bonanomi hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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