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Scende la fiducia in papa Leone XIV (1 aprile 2026)
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Ai giovani serve impegno per fare carriera (18 marzo 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - OSSERVATORIO SUL NORD EST - OK AL DIVIETO DI PORTARE CELLULARI IN CLASSE
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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NIENTE CELLULARI IN CLASSE, D’ACCORDO ANCHE I RAGAZZI [di Natascia Porcellato]
Apprezzamento unanime per la decisione del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sull’uso degli smartphone in classe. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, quasi nove intervistati su dieci ritengono giusto vietare che entrino in tutte le aule scolastiche, di qualsiasi ordine e grado siano.
L’esortazione ad agire in tal senso era arrivata qualche anno fa direttamente dall’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, a seguito dei risultati della ricerca contenuta nel Rapporto GEM 2023. In Italia, il divieto sull’uso degli smartphone nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado era entrato in vigore un anno fa, ma partire da questo anno scolastico viene esteso anche agli Istituti secondari di secondo grado. Le ragioni alla base del provvedimento sono molteplici: migliorare concentrazione e apprendimento, ma anche contrastare la dipendenza digitale e il cyberbullismo. Esistono, ovviamente, delle eccezioni: possono usarlo studenti con disabilità o DSA, chi ha per necessità personali documentate, oppure per specifiche attività didattiche funzionali alle lezioni.
Sulla decisione del Ministro, però, come abbiamo visto, confluisce la stragrande maggioranza (89%) dei nordestini, e il sostegno al provvedimento, oltre che nettamente maggioritario, è anche trasversale a ogni settore sociale. L’apprezzamento per la proibizione degli smartphone in tutte le classi piace sia agli uomini (87%) che alle donne (91%), ma mette d’accordo anche chi vive in Veneto (89%), in Friuli-Venezia Giulia (87%) o nella provincia autonoma di Trento (91%). Guardando al fattore anagrafico, però, possiamo rilevare un distinguo interessante. Il plauso verso il provvedimento di Valditara, infatti, appare sostanzialmente unanime sia tra gli anziani con oltre 65 anni (94%) che tra gli adulti (55-64 anni, 92%); sia tra quanti hanno tra i 35 e i 44 anni (93%) che tra le persone di età centrale (45-54 anni, 92%). È solo tra i più giovani che le quote scendono sotto la soglia del 90%: l’enfasi appare infatti un po’ meno ampia sia tra gli under-25 (63%) che quanti hanno tra i 25 e i 34 anni (79%), per quanto in entrambi i casi la netta maggiorana sia comunque dalla parte del divieto.
Anche guardando alla categoria socioprofessionale possiamo osservare peculiarità del tutto coerenti con quanto osservato per età. Il sostegno alla decisione del Ministro appare trasversalmente condiviso da operai e impiegati (89%), imprenditori e lavoratori autonomi (88%), liberi professionisti (85%) e disoccupati (87%), casalinghe e pensionati (93%). Sono solo gli studenti, infatti, a distinguersi, manifestando un apprezzamento che si ferma al 59%.
Infine, osserviamo come il sostegno al divieto di smartphone a scuola superi le classiche divisioni destra-sinistra e metta insieme elettori di Pd (82%) e Lega (92%), sostenitori del M5s (88%) e di Forza Italia (96%), chi voterebbe per Fratelli d’Italia (95%) e chi guarda ai partiti minori (80%), per arrivare ad avere l’approvazione anche di chi appare incerto o reticente (88%).
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 3 e il 5 settembre 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.077 persone (rifiuti: 3.705; sostituzioni: 20.312), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Francesco Tomaselli hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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