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OSSERVATORIO SUL NORD EST - GIOVANI E PENSIONI.

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CHI PAGA PER LE PENSIONI. È SCONTRO GENERAZIONALE
[di Natascia Porcellato]

Tensione sempre palpabile tra le generazioni in relazione al patto sociale che le lega. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, infatti, oggi il 38% dei rispondenti a è d’accordo con l’idea che “non è giusto che i giovani paghino contributi per sostenere le pensioni e l’assistenza delle persone anziane, visto che in futuro rischiano di ricevere pensioni e assistenza molto più basse”.

Guardando alla serie storica possiamo vedere come questa opinione si sia sedimentata nel corso del tempo. Nel 1998, l’accordo con l’affermazione proposta non andava oltre il 22%, ma già nel 2003 il valore era salito al 28%. Tra il 2010 e il 2011, l’adesione raggiunge dapprima il 35% e poi il 41%, valore confermato (e ulteriormente rinforzato) dal 44% toccato nel 2016. L’intensità di questi sentimenti può essere ricollegata al momento di grande difficoltà economica e alle tensioni sociali vissute dall’Italia in quegli anni: mentre lungo le strade protestava il Movimento dei Forconi e lo spread sembrava non esaurire la sua corsa al rialzo, il Governo Monti, chiamato a mettere in ordine i conti pubblici, approvava proprio nel 2011 la contestata Legge Fornero, la riforma che ha di fatto sancito la fine del pensionamento per come era stato vissuto e concepito fino ad allora. Nel 2018, però, la tensione sembra in parte rientrare (39%), così come nel 2021 quando, complice la pandemia che infuriava nella penisola e che ha per qualche tempo stretto nuovamente le generazioni in un patto di reciproca difesa, l’adesione crolla al 29%. La ripresa, però, è repentina: già nel 2023 torna al 39%, valore confermato dal 38% attuale.
In quali settori sociali è più presente l’idea che i giovani non dovrebbero pagare per assistenza e pensioni degli anziani dato che, quando arriverà il loro turno, riceveranno un trattamento peggiore? Innanzitutto, proprio tra i giovani: tra quanti hanno meno di 25 anni, infatti, l’adesione raggiunge e supera la maggioranza assoluta (64%), soglia valicata anche da chi è in un’età centrale (35-44 anni, 53%) e sfiorata da quanti hanno tra i 25 e i 34 anni (48%). La condivisione di questa posizione, invece, tende a non discostarsi dal valore medio tra quanti hanno tra i 45 e i 54 anni (37%), mentre possiamo rintracciare molto meno accordo tra gli adulti (20%) e gli anziani over-65 (27%).

Se guadiamo al fattore socioprofessionale possiamo rilevare ulteriori indicazioni interessanti. L’idea che i giovani non dovrebbero contribuire all’assistenza e la previdenza degli anziani visto che la loro terza età si prevede più povera appare popolare soprattutto tra studenti (47%) e operai (44%), oltre che tra impiegati e casalinghe (entrambi 42%). Intorno alla media dell’area, invece, si attestano i liberi professionisti (37%) e gli imprenditori (36%), mentre l’adesione scende al di sotto di questa soglia tra disoccupati (34%) e, in misura ancora più marcata, pensionati (28%).

In conclusione, la longevità e l’intensità di questi orientamenti suggeriscono sia ormai necessario un nuovo patto sociale, che rompa la spirale della rincorsa al presente e consenta di intravvedere prospettive positive a chi ha più futuro di fronte che passato alle spalle.



NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 3 e il 5 settembre 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.077 persone (rifiuti: 3.705; sostituzioni: 20.312), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Francesco Tomaselli hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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