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OSSERVATORIO SUL NORD EST - L'INFLAZIONE PREOCCUPA IL NORD EST

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CAROVITA, INCUBO A NORD EST, PREOCCUPAZIONE PER L’88%
[di Natascia Porcellato]

Timore caro-prezzi in primo piano in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia autonoma di Trento: secondo le analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, infatti, oltre un rispondente su due (54%) si dichiara molto preoccupato che nei prossimi mesi aumenti il costo della vita, e più di uno su tre (34%) esprime un tasso di inquietudine appena più tiepido. Nel complesso, dunque, l’ansia derivante dalla crescita del costo della vita arriva all’88%.

D’altra parte, nel recente passato l’andamento dei prezzi ha mostrato un percorso articolato e fortemente influenzato sia da fattori globali che interni: nel 2022, in particolare, l’inflazione ha raggiunto livelli molto elevati, toccando l’8,1%, principalmente a causa dell’impennata dei prezzi di energia e generi alimentari. L’anno successivo abbiamo registrato una moderata riduzione (5,7%), segnando l’inizio di un lento ritorno alla normalità. Nel 2024, grazie a una stabilizzazione dei prezzi energetici e a una politica monetaria più rigorosa, l’inflazione è scesa sensibilmente (1%), mentre per l’anno in corso è stimata intorno all’1,6-1,7%. Sembra confermata, dunque, la tendenza al rallentamento, ma quello che non sembra essere rientrato è l’allarme presente nell’opinione pubblica.

Come abbiamo visto, infatti, il timore che i prezzi tornino a salire è largamente diffuso tra i nordestini: oggi, raggiunge l’88%, ed è presente tanto tra gli uomini (88%) quanto tra le donne (89%). Guardando all’età, poi, possiamo vedere come il timore per l’aumento dei prezzi riguardi indistintamente giovani con meno di 35 anni (91-92%) e adulti tra i 55 e i 64 anni (87%); persone di età centrale (35-54 anni, 89%) e anziani over-65 (86%).

E se consideriamo il livello di istruzione? Ugualmente, emergono pochi distinguo. L’allarme per il costo della vita, infatti, si attesta all’88% tra quanti hanno conseguito al massimo la licenza media; sfiora l’89% tra chi è in possesso di un diploma e raggiunge il 90% tra coloro che dispongono di una laurea o di un titolo superiore.

La riprova di quanto questo sentimento sia divenuto comune, inoltre, proviene anche dall’analisi della dimensione urbana. La preoccupazione che i prezzi aumentino, infatti, appare presente sia tra chi vive nei centri più piccoli (meno di 15mila abitanti, 89%), che in quelli di medie dimensioni (tra i 15 e i 50mila abitanti, 89%), che nelle città con oltre 50mila abitanti (87%).

Infine, anche guardando all’influenza della categoria socioprofessionali ritroviamo la medesima trasversalità osservata finora. La preoccupazione per l’aumento del costo della vita appare sostanzialmente unanime tra i disoccupati (99%), ma supera il 90% anche tra operai (92%), imprenditori e lavoratori autonomi (91%). Poco al di sotto di questa soglia, ma ampiamente sopra all’80%, si fermano liberi professionisti e casalinghe (entrambi 88%), così come pensionati (86%) studenti (83%), impiegati e funzionari (85%).

Dunque, il timore per l’aumento dei prezzi appare molto ampio e assolutamente trasversale, dal punto di vista sociale. Sembra quasi che, dopo le fiammate inflazionistiche che hanno caratterizzato il biennio 2022-2023, si sia sedimentato nel senso comune un senso di impoverimento e di minaccia: spettri scomodi con cui fare i conti.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 3 e il 5 settembre 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.077 persone (rifiuti: 3.705; sostituzioni: 20.312), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Francesco Tomaselli hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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