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OSSERVATORIO SUL NORD EST - MEGLIO LIMITARE LA NAVIGAZIONE INTERNET DEI BAMBINI.

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
WEB, STOP PER I RAGAZZINI: QUASI IL 90% È D’ACCORDO
[di Natascia Porcellato]

Secondo uno studio promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la collaborazione scientifica dell’Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica, il 94% dei bambini e dei ragazzi tra gli 8 e 16 anni utilizza uno smartphone, sette ragazzi su dieci usano regolarmente i social e le piattaforme streaming, e quattro su dieci raccontano di aver vissuto esperienze negative, come aver visto contenuti inadatti; in particolare, sono i più piccoli ad aver assistito a contenuti critici su social dedicati ai video. Circa un ragazzo su tre, infine, sostiene che la sua attività viene controllata da un genitore.

Non stupisce, quindi, che si stia cercando di correre ai ripari. La settimana scorsa sono entrate in vigore le norme Agcom sulla doppia verifica dell’età per accedere a siti vietati ai minori, come ad esempio quelli dedicati al gioco d’azzardo, alla vendita di alcolici e sigarette, o che includono contenuti pornografici. È una sperimentazione che affianca quella partita l’estate scorsa in alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, e che prevede invece l’utilizzo di un App che certifichi l’età dell’utente. L’attenzione sul tema dei minori su Internet, dunque, appare molto alta e non è più ritenuto accettabile continuare con le “dichiarazioni spontanee della maggiore età”. Sull’argomento, gli intervistati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino sembrano avere le idee molto chiare: l’87% si dichiara d’accordo con l’idea di introdurre un App che blocchi l’accesso di bambini e ragazzi a siti e social non adatti alla loro età.

L’accordo, oltre che molto ampio, appare del tutto trasversale: l’adesione, infatti, non scende mai sotto la soglia del 70%. Uomini (84%) e donne (89%) non si discostano dal valore medio, mentre guardando all’età vediamo che si mettono dalla parte del “custode digitale” la sostanziale totalità delle persone di età centrale (35-44 anni, 95%), di quanti hanno tra i 45 e i 54 anni (96%) e degli adulti (55-64 anni, 94%). Tra i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni, però, la quota scende leggermente (83%), anche se è tra gli under-25 (77%) e gli anziani con oltre 65 anni (73%) che sembra essere un po’ meno popolare questa ipotesi.

L’analisi per categoria socioprofessionale richiama e conferma quanto appena osservato per età. Le categorie meno propense a sostenere l’idea di introdurre un App che blocchi l’accesso a siti e social non adatti a bambini e ragazzi, infatti, sono quelle degli studenti (70%) e dei pensionati (73%). In tutti gli altri casi, però, l’adesione supera il 90%: questa ipotesi, dunque, riunisce casalinghe (91%) e operai (94%); impiegati e funzionari (91%), imprenditori e lavoratori autonomi (91%), liberi professionisti (91%) e disoccupati (97%).

Trasversale, infine, appare anche il sostegno che proviene dai diversi livelli di istruzione: l'ipotesi Infatti mette d’accordo chi ha conseguito la licenza media (85%), coloro che sono arrivati a ottenere un diploma di scuola superiore (88%), e anche quanti dispongono di una laurea o di un titolo superiore (89%)


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 3 e il 5 settembre 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.077 persone (rifiuti: 3.705; sostituzioni: 20.312), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Francesco Tomaselli hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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